
Se avessi voluto acchiappare clic, come molti fanno, avrei usato un titolo del tipo “Il BIM è morto“.
Ma non è così.
Quello che è vero è che dal 10 marzo è stata avviata la procedura di revisione della norma ISO 19650 dedicata al BIM. La prima dopo il suo rilascio a partire dal 2018.
Quindi è iniziata con la consultazione pubblica sulla bozza di revisione di alcune parti della norma, chiamata Draft International Standard (DIS).
Trovi le bozze sul sito ISO, cercando ISO 19650 DIS.
Questa bozza ora è sottoposta ai commenti ed alle opinioni degli operatori del settore AEC (Architettura, Ingegneria e Costruzioni).
Quindi, calma e gesso, per ora non è cambiato nulla. 🙂
La norma attuale resta pienamente in vigore, fin quando non si completerà la procedura di revisione, presumibilmente verso la fine di quest’anno.
Ma dall’altra parte dobbiamo prepararci al cambiamento.
Ecco una sintesi delle principali proposte di cambiamento (la traduzione è mia) da questo sito di riferimento.
- Dal BIM all’Information Management (From BIM to Information Management)
La bozza sposta l’attenzione dal BIM come modellazione ad una gestione strutturata delle informazioni attraverso l’intero ciclo di vita dell’asset. Questo non vuol dire che il termine BIM non venga più utilizzato, anzi. - Integrazione del ciclo di vita (Lifecycle Integration)
Si prevede un maggiore allineamento delle fasi di consegna e di gestione incoraggiando i team di lavoro a considerare le operazioni di gestione fin dall’inizio del progetto - Aggiornamenti alla terminologia
Diversi termini noti della norma potranno essere modificati, come ad esempio:
• EIR → Information Production Requirement (IPR)
• BEP → Information Production Plan (IPP)
• TIDP / MIDP → Information Production Schedule (IPS)
• BIM → Information Management (IM) - Processi semplificati di gestione dell’informazione (Simplified Information Management Processes)
La proposta di revisione contiene un processo unificato tra consegna e gestione per facilitare l’adozione e migliorare la coerenza in tutto il settore.
Mi viene in mente il termine utilizzato dal nostro Codice dei contratti pubblici del 2023 (D.Lgs. 36/2023): Gestione Informativa Digitale. Aveva già fatto questo passo avanti, rispetto al termine BIM.
Del resto quella B di Building, a noi che ci occupiamo di infrastrutture, e magari anche di GIS aveva sempre dato un poco fastidio, no?
Bene, non ci resta che tenere d’occhio il dibattito sulle ISO 19650 DIS.
Intanto non posso che ricordarti il nostro metodo per l’adozione del BIM (o IM?), illustrato nella figura seguente: con un clic sull’immagine puoi saperne di più.

Alla prossima!
Giovanni Perego detto GimmiGIS



















