
Proseguo il racconto delle buone pratiche BIM, con un esempio molto importante.
Sono lieto, infatti, di rilanciare un bell’articolo pubblicato da Strade&Autostrade (con cui ho avuto il piacere di collaborare qui).
Stiamo parlando di una delle opere infrastrutturali più note (e contestate) tra quelle progettate in Italia: il Ponte sullo stretto di Messina, che negli ultimi anni è tornato di attualità.
Un’opera strategica di grande complessità, perchè oltre a rappresentare il ponte a campata unica più lungo del mondo, con i suoi 3.666 metri totali di cui 3.300 di campata sospesa, sostenuta da due enormi torri alte 399 metri, per non parlare dei due cavi di sospensione del diametro di 1,26 metri, dell’impalcato aerodinamico largo 60,4 metri, destinato ad ospitare sia l’autostrada che la ferrovia, delle opere di raccordo stradale e ferroviario, per la gran parte in galleria, che superano i 40 km.
In questo articolo gli ingegneri della Stretto di Messina Spa spiegano il sistema di controllo sviluppato per il progetto del Ponte per minimizzare i rischi, garantire la conformità alle normative e individuare eventuali criticità.
Un approccio integrato e multidisciplinare è fondamentale per affrontare le sfide tecniche, gestionali e ambientali di un’opera così complessa, garantendo un’infrastruttura sicura, efficiente e sostenibile nel lungo termine. Al fine di assicurare una corretta gestione della complessità, essenziale per coordinare i molteplici attori coinvolti e garantire la coerenza delle informazioni e l’ottimizzazione delle operazioni in tutte le fasi, Stretto di Messina SpA ha definito un sofisticato sistema di gestione delle informazioni BIM oriented, il cui cuore è rappresentato da un ambiente collaborativo digitale in cui tutte le informazioni prodotte verranno condivise e sottoposte a un processo di controllo, validazione e archiviazione, seguendo un flusso approvativo strutturato, che coinvolge il Contraente Generale, il Project Management Consultant e Stretto di Messina.
Bene, quello che mi sembra importante sottolineare è che, nonostante il notevole costo dell’opera, dal punto di vista formale e legale, non vi è nessun obbligo di adottare il BIM, visto che il progetto definitivo venne approvato nel lontano 2011, molto prima del famoso decreto del 2017, che ha introdotto l’obbligo del BIM per i bandi di gara di importi decrescenti a partire dal 1^ gennaio 2019.
E invece, giustamente, la società Stretto di Messina Spa sta costruendo un sistema di gestione delle informazioni BIM Oriented, basato su di un ambiente collaborativo digitale (io lo chiamerei Ambiente di Condivisione dei Dati, giusto?), così come il contraente Webuild si è impegnato a realizzare il Progetto Esecutivo in modalità BIM.
Devo dire che è stato un piacere supportare, insieme ai colleghi di One Team, la Società Stretto di Messina nel suo percorso di adozione del BIM.
Se ti interessa avviare un percorso di adozione del BIM con noi, non è mai troppo tardi per cominciare!
Fai clic qui o sull’immagine qui sotto.
Bene, vi lascio leggere i dettagli nell’articolo di Strade&Autostrade.
Alla prossima!
Giovanni Perego detto GimmiGIS



















