Il 21 ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato, in via preliminare, il Correttivo al Codice Appalti.
Questo provvedimento, che deve ancora seguire il suo percorso parlamentare, introduce numerosi cambiamenti, che riguardano anche il BIM:
Viene aumentata da 1 a 2 milioni di euro la soglia che entrerà in vigore dal 1^ gennaio 2025 per l’utilizzo obbligatorio del BIM (metodi e strumenti di gestione informativa digitale) nella progettazione e realizzazione di di lavori di nuova costruzione e per gli interventi su costruzioni esistenti.
La stessa soglia viene modificatada 1 a 5,538 milioni di euro (corrispondente alla soglia di rilevanza comunitaria), per la progettazione e realizzazione di interventi che riguardano i beni culturali.
Queste soglie andranno calcolate sulla base della stima parametrica del valore del progetto. Se vuoi saperne di più sulla stima parametrica leggi qui.
Il valore stimato andrà indicato nel DOCFAP (Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali) e successivamente nel DIP (Documento di Indirizzo della Progettazione).
Bene, fermo restando che prima di essere approvato definitivamente il Correttivo può essere ancora modificato,ecco le mie prime considerazioni.
Ti anticipo che queste modifiche rischiano di aumentare, e non diminuire i problemi delle Stazioni Appaltanti. Ti spiego perchè.
Prima di tutto, non posso evitare di notare che ci troviamo di fronte ad un provvedimento dell’ultimo momento, in prossimità della soglia fatidica del 1^ gennaio 2025.
Si vuole modificare negli ultimi due mesi un percorso iniziato ormai da sette anni, con il cosiddetto Decreto BIM(DM 560 dell’1-12-2017).
Percorso che aveva visto un’altra tappa importante nel 2021, con un nuovo Decreto (DM 312 del 2-8-2021).
Decreto che, vorrei far notare, andò incontro già allora alle Stazioni Appaltanti, con la proroga di un anno delle soglie non ancora applicate per l’obbligatorietà del BIM, ed eliminando l’ultimo passaggio, quello che avrebbe reso obbligatorio il BIM per tutti gli appalti, anche sotto 1 milione di euro.
Percorso infine confermato e consolidato dal Codice Appalti del 2023 (D. Lgs. 36 del 2023), che ora si vuole correggere.
Purtroppo, ora siamo tornati nell’incertezza, anche se viene affermata la volontà di concludere l’iter del Correttivo entro la fine dell’anno.
Sinceramente, non mi sembra questo il modo migliore per permettere alle Stazioni Appaltanti di pianificare la propria organizzazione e renderla più efficiente.
Le Stazioni Appaltanti dovranno attrezzarsi nell’adottare il BIM per i bandi di gara di progettazione e realizzazione di di lavori al disopra dei 2 milioni di euro, ma saranno spinte a mantenere le vecchie procedure per i lavori che restano al disotto di questa soglia.
Sì, perchè il combinato disposto del Decreto del 2021, che ha abolito l’obbligatorietà del BIM per tutte le gare, senza più alcuna soglia, e l’aumento della soglia che scatterà nel 2025, porta una buona parte dei bandi di gara a ricadere al difuori dell’obbligatorietà del BIM.
Quindi le Stazioni Appaltanti, per far fronte a questi bandi, vengono spinte a mantenere in essere il metodo tradizionale, ormai inefficiente e superato.
Mi sembra evidente che per una qualsiasi organizzazione, dover mantenere in essere contemporaneamente due differenti procedure, comporta una notevole spreco di tempo e risorse, e rischia di generare grande confusione.
Sarebbe stato saggio, se proprio era necessario aumentare a 2 milioni di euro la soglia che entrerà in vigore con il 2025, definire l’anno in cui entrerà in vigore la soglia di 1 milione, e meglio ancora, un ulteriore anno in cui non vi sarà più alcuna soglia, come prevedeva il Decreto BIM originale del 2017.
Infatti, vale la pena di ricordare che il BIM mette a disposizione una metodologia innovativa e conveniente che rende più efficiente sia la progettazione che il cantiere, garantisce la massima trasparenza e la riduzione dei tempi e dei costi.
Solo la sua adozione per tutti i lavori potrà portare a compimento il lungo processo di efficientamento delle Stazioni Appaltanti.
Altrimenti, aumenteranno ancora di più le difficoltà, ad esempio nel rispettare i tempi stringenti richiesti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Quello che mi consola, è che nessuno potrà impedire alle numerose Stazioni Appaltanti che hanno avviato seriamente il percorso di adozione del BIM, di adottarlo per tutti i prossimi bandi di gara, anche quelli sotto soglia, come già sta avvenendo in molti casi.
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Nov 19 2024
La soglia per il BIM obbligatorio dal 2025 sale a 2 milioni di euro?
Il 21 ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato, in via preliminare, il Correttivo al Codice Appalti.
Questo provvedimento, che deve ancora seguire il suo percorso parlamentare, introduce numerosi cambiamenti, che riguardano anche il BIM:
Bene, fermo restando che prima di essere approvato definitivamente il Correttivo può essere ancora modificato, ecco le mie prime considerazioni.
Ti anticipo che queste modifiche rischiano di aumentare, e non diminuire i problemi delle Stazioni Appaltanti. Ti spiego perchè.
Prima di tutto, non posso evitare di notare che ci troviamo di fronte ad un provvedimento dell’ultimo momento, in prossimità della soglia fatidica del 1^ gennaio 2025.
Si vuole modificare negli ultimi due mesi un percorso iniziato ormai da sette anni, con il cosiddetto Decreto BIM (DM 560 dell’1-12-2017).
Percorso che aveva visto un’altra tappa importante nel 2021, con un nuovo Decreto (DM 312 del 2-8-2021).
Decreto che, vorrei far notare, andò incontro già allora alle Stazioni Appaltanti, con la proroga di un anno delle soglie non ancora applicate per l’obbligatorietà del BIM, ed eliminando l’ultimo passaggio, quello che avrebbe reso obbligatorio il BIM per tutti gli appalti, anche sotto 1 milione di euro.
Percorso infine confermato e consolidato dal Codice Appalti del 2023 (D. Lgs. 36 del 2023), che ora si vuole correggere.
Purtroppo, ora siamo tornati nell’incertezza, anche se viene affermata la volontà di concludere l’iter del Correttivo entro la fine dell’anno.
Sinceramente, non mi sembra questo il modo migliore per permettere alle Stazioni Appaltanti di pianificare la propria organizzazione e renderla più efficiente.
Clic qui o sull’immagine per saperne di più
Un altro aspetto importante.
Le Stazioni Appaltanti dovranno attrezzarsi nell’adottare il BIM per i bandi di gara di progettazione e realizzazione di di lavori al disopra dei 2 milioni di euro, ma saranno spinte a mantenere le vecchie procedure per i lavori che restano al disotto di questa soglia.
Sì, perchè il combinato disposto del Decreto del 2021, che ha abolito l’obbligatorietà del BIM per tutte le gare, senza più alcuna soglia, e l’aumento della soglia che scatterà nel 2025, porta una buona parte dei bandi di gara a ricadere al difuori dell’obbligatorietà del BIM.
Quindi le Stazioni Appaltanti, per far fronte a questi bandi, vengono spinte a mantenere in essere il metodo tradizionale, ormai inefficiente e superato.
Mi sembra evidente che per una qualsiasi organizzazione, dover mantenere in essere contemporaneamente due differenti procedure, comporta una notevole spreco di tempo e risorse, e rischia di generare grande confusione.
Sarebbe stato saggio, se proprio era necessario aumentare a 2 milioni di euro la soglia che entrerà in vigore con il 2025, definire l’anno in cui entrerà in vigore la soglia di 1 milione, e meglio ancora, un ulteriore anno in cui non vi sarà più alcuna soglia, come prevedeva il Decreto BIM originale del 2017.
Infatti, vale la pena di ricordare che il BIM mette a disposizione una metodologia innovativa e conveniente che rende più efficiente sia la progettazione che il cantiere, garantisce la massima trasparenza e la riduzione dei tempi e dei costi.
Solo la sua adozione per tutti i lavori potrà portare a compimento il lungo processo di efficientamento delle Stazioni Appaltanti.
Altrimenti, aumenteranno ancora di più le difficoltà, ad esempio nel rispettare i tempi stringenti richiesti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Quello che mi consola, è che nessuno potrà impedire alle numerose Stazioni Appaltanti che hanno avviato seriamente il percorso di adozione del BIM, di adottarlo per tutti i prossimi bandi di gara, anche quelli sotto soglia, come già sta avvenendo in molti casi.
Teniamoci informati!
Giovanni Perego