Consegna i dati GIS al catasto delle infrastrutture nel formato richiesto

Conosci SINFI?

La sigla sta per Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture,

Nasce a partire dalla Direttiva Europea 2014/61/UE e dal Decreto Legislativo italiano n.33/2016, per costruire il catasto di tutte le infrastrutture fisiche presenti nel soprasuolo e sottosuolo del territorio nazionale.

L’obiettivo è sia di mettere ordine nelle infrastrutture, soprattutto quelle sepolte nel sottosuolo, sia di facilitare l’installazione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità promuovendo l’uso condiviso dell’infrastruttura fisica esistente.

 Bene, per costruire questo catasto, sono chiamati a fornire i loro dati le amministrazioni pubbliche e gli operatori e gestori di reti di qualsiasi tipo.

Da quelle di approvvigionamento idrico a quelle di smaltimento delle acque, da quelle del gas agli oleodotti, dalle reti per la pubblica illuminazione al teleriscaldamento a quelle di telecomunicazione.

La consegna del dato, obbligatoria, deve essere effettuata per ogni aggiornamento della rete dal soggetto interessato direttamente sul sito di SINFI, a meno che non esista un catasto delle reti Regionale.

In particolare, regione Lombardia possiede un proprio catasto delle infrastrutture (Multiplan), che ha adottato nel 2020 le specifiche di consegna SINFI, così da prevedere un unico iter e modalità di consegna per gli operatori e gestori di rete della regione.

Naturalmente, il dato va consegnato in formato GIS, per l’esattezza in Shapefile e Dbf, seguendo le specifiche di compilazione degli attributi secondo anagrafiche predeterminate.

Gli shapefile, il cui template è differente in base alla rete di consegna, devono essere consegnati tenendo conto di diversi vincoli topologici, come l’assenza di geometrie multiparte o la presenza di un nodo all’estremità di ogni tratto.

Una volta che il dato viene consegnato al catasto è necessario che passi un processo di validazione, che controlla la correttezza delle informazioni geometriche e tabellari, oltre all’assenza di errori topologici.

Bene, visto che giustamente SINFI va alimentato con le dovute maniere, e che la conversione dei dati disponibili nel formato adatto può essere complessa, cosa ne dici di un software appositamente sviluppato per questo compito?

Per questo abbiamo sviluppato ExportSINFI.

Si tratta di una soluzione che può essere installata su un PC o su un server e che lavora come servizio in background, producendo a cadenze regolari, decise dall’utente, un dato aggiornato secondo specifica SINFI e pronto da consegnare.

L’applicativo è in grado di elaborare dati derivanti da differenti origini: Shapefile, File Geodatabase o Geodatabase Enterprise.

ExportSINFI elabora, previa un’attività di analisi dei dati di input e di creazione di file di configurazione personalizzati sulle proprie esigenze, un file compresso contenente gli shapefile richiesti e modellati secondo specifica.

L’interfaccia intuitiva di ExportSINFI consiste in pannello di controllo utilizzabile dall’amministratore che permette la modifica delle impostazioni di funzionamento del processo di esportazione, oltre alla visualizzazione dello storico delle esportazioni e la schedulazione automatica delle esportazioni.

ExportSINFI utilizza le API di ESRI, ed è quindi necessario avere a disposizione una licenza di ArcGIS Pro installata sulla stessa macchina di lavoro.

PS: dal 19 marzo nella pagina dedicata puoi scaricare anche la Brochure:

In alternativa, naturalmente, offriamo uno specifico servizio di preparazione dati, che consiste nell’analisi della banca dati di partenza, nell’esportazione secondo specifica SINFI e nella consegna del dato convertito al cliente.

Grazie davvero Lorenzo per l’ottima pagina del Blog GIS a cui mi sono ispirato per questo articolo.

Alla prossima!
Giovanni Perego detto GimmiGIS