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Giu 19 2017

Italian BIM Report 2016

Dopo le prime anticipazioni gentilmente fornite da Edoardo, eccomi a presentarti il BIM Report 2016 realizzato dagli amici di Anafyo, società di engineering specializzata nel supporto BIM in collaborazione con la il Gruppo Editoriale Tecniche Nuove, presentato in anteprima a Roma ad un gruppo selezionato di operatori del settore, presso la sede Ance il 25 maggio, con la sponsorizzazione degli amici di NKE e di STR.

Si tratta, finora, dell’unico rapporto disponibile sulla diffusione del BIM in Italia, ed essendo giunto alla sua seconda edizione, ci permette di valutare la tendenza, che naturalmente è molto positiva. Soprattutto per le Infrastrutture…

Partiamo dal primo dato certo: nel 2016 sono stati assegnati appalti BIM per 2,6 miliardi di Euro, contando sia gli appalti pubblici che le grandi committenze private. Certo, si tratta di un valore ancora limitato, ma in crescita del 160%, rispetto al miliardo di Euro rilevato dal BIM Report 2015.

E poi sappiamo bene che il nuovo Codice degli Appalti, ora Codice dei Contratti, dopo aver riconosciuto l’importanza della digitalizzazione della progettazione, non ha ancora introdotto alcun obbligo. Per ora.

Molto interessante il ribaltamento delle proporzioni tra edilizia ed infrastrutture nel valore assoluto degli appalti BIM. Se nel 2015 il valore delle infrastrutture era al 3%, nel 2016 balza al 70%. Certamente questo è dovuto in gran parte ad un unico grande appalto, quello del traforo del Brennero, ma per le infrastrutture è così: quando si muovono, spostano grandi importi: e finalmente si muovono!

Controprova, la tipologia degli appalti BIM: solo il 19% riguarda le Infrastrutture, in aumento dal 6% del 2015, ed abbiamo visto con quale valore assoluto. Interessante notare che crescono anche le scuole, diminuiscono gli uffici e gli edifici pubblici, crollano gli ospedali.

La distribuzione geografica degli appalti BIM, già nel 2015 ed ancora nel 2016 è concentrata al Nord per l’80%, il resto al Centro e purtroppo nulla al Sud.

Infine dal punto di vista del Livello di Sviluppo, o LOD dei progetti richiesti, prevalgono 300 e 400 ma ancora poco richiesto è il 500, che definisce quanto è stato effettivamente costruito.

Alla presentazione del BIM Report 2016 è seguito il confronto tra operatori del settore, che ha visto la partecipazione, oltre ad Anafyo e Tecniche nuove, di rappresentanti di ANCE, di aziende impegnate nel BIM, di società immobiliari, dell’Università La Sapienza di Roma, di fornitori di tecnologia come NKE per Autodesk ed STR. Trovi una sintesi qui.

Infine, se vuoi approfondire:

Alla prossima!
Giovanni Perego