
Come ti ho annunciato qui, la bozza della nuova norma dedicata al BIM per le infrastrutture, è stata pubblicata sul sito UNI per l’Inchiesta Pubblica Finale in gennaio.
Un passaggio importante e partecipativo, perchè permette a tutti gli operatori di prendere visione della bozza e di commentarla, prima del rilascio definitivo.
Mi fa piacere ricordare con One Team ha partecipato alla sua elaborazione fin dall’inizio.
Ad esempio, qui venne dato l’annuncio dell’inizio dei lavori.
Penso che la nuova norma UNI 11337 parte 12 sia davvero importante: merita di essere approfondita.
Per questo, inizio con questo di oggi una serie di articoli dedicati ai suoi temi più interessanti, anche per favorire il processo di partecipazione ed i commenti che puoi lasciare qui fino al 16 marzo.
Il primo articolo non poteva che essere dedicato al capitolo 10, dedicato alla Integrazione dei dati GIS nel processo di gestione informativa.
Prima, una premessa importante: l’ultimo Codice dei Contratti del 2023 (che molti continuano a chiamare Codice Appalti) ha introdotto questo tema nel suo allegato I.7.
Che cita l’utilizzo di sistemi GIS nella redazione del quadro esigenziale e del documento di fattibilità delle alternative progettuali, noto come DOCFAP, nonché nel progetto di fattibilità tecnico-economica, noto come PFTE.
- Il DOCFAP può essere supportato dall’adozione dei metodi e strumenti di gestione informativa digitale […] eventualmente integrati con i sistemi informativi geografici (Geographical Information System – GIS). […] può essere integrato dallo sviluppo di modelli informativi e GIS su scala urbana o territoriale comprensivi dei piani di cantiere e da modelli informativi che riflettano lo stato dei luoghi o delle opere immobiliari o infrastrutturali esistenti
- Il PFTE […] è supportato dall’adozione dei metodi e strumenti di gestione informativa digitale, eventualmente integrati con i sistemi informativi geografici (Geographical Information System – GIS.).

In One Team siamo stati i primi a credere nell’integrazione tra BIM e GIS.
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Bene, veniamo ora al capitolo 10 della nuova norma 11337-12: Integrazione dei dati GIS nel processo di gestione informativa
Il capitolo comincia con due considerazioni importanti: I sistemi GIS e i modelli informativi sono strettamente correlati nell’ambito delle infrastrutture, la visualizzazione tridimensionale è uno dei punti di forza dell’integrazione GIS-BIM.
in seguito, nel paragrafo Scambio informativo, vi è un importante riferimento ad un’altra parte della norma UNI 11337, che pochi conoscono: l’Appendice F della parte 4, “Note sui sistemi territoriali GIS“.
Vale la pena andare a riguardare questo Appendice F della parte 4, perchè contiene informazioni importanti sui DB Geotopografici ed i sistemi di riferimento GIS.
Più avanti, la nuova norma BIM per le infrastrutture elenca esempi di collaborazione tra BIM e GIS che non si limitano, come nel Codice dei Contratti, alle fasi iniziali del progetto (DOCFAP e PFTE), ma si estendono alla valutazione di sostenibilità dell’opera, alla fase di costruzione ed alla fase di gestione citando i Geo Digital Twin, i Gemelli Digitali per la gestione dell’opera realizzata.
Inoltre, viene ribadita l’importanza dell’interoperabilità, dei formati aperti GIS, riconosciuti da OGC (Open Geospatial Consortium) e dei Metadati: a questo proposito, viene fatto riferimento al Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali (RNDT per gli amici), preziosa fonte di informazioni sui dati GIS disponibili in Italia.
Per quanto riguarda i formati di scambio, viene riportato un elenco di quelli più comunemente utilizzati in ambito GIS ed in gran parte riconosciuti, o definiti da OGC.
A partire dal noto Shapefile (si fa notare che non risulta ancora chiaro se possa essere considerato aperto), e poi KML, (Google Earth) GeoJSON, Geopackage, che diverse Regioni italiane stanno adottando per i loro DB Geotopografici, IFC, il formato aperto nato in ambiente BIM, che dalla nuova versione 4.3 è georeferenziato, CityGML, ed infine LandInfra, noto in precedenza come LandXML, che finalmente trova riconoscimento ufficiale dopo tanti anni di utilizzo proprio in ambito infrastrutturale.

Infine il Capitolo 10 si conclude con un paragrafo molto importante sulla Georeferenziazione.
Naturalmente, in conformità con il già citato Appendice F della 11337 parte 4, viene indicato come sistema geodetico ufficiale ETRF2000, proiettato in UTM nel fuso corrispondente (che per l’Italia sono 32N, 33N e 34N per un piccolo pezzo di Puglia).
Ma vengono citati anche gli altri sistemi geodetici di riferimento ancora in uso in Italia, ovvero ED50 (European Datum 1950), a cui si riferiscono gran parte delle Carte Tecniche Regionali (CTR), e ROMA40, il sistema da cui derivano le coordinate piane Gauss Boaga.
Bene, devo dire che nonostante il capitolo 10 della UNI 11337 parte 12 occupi solo un paio di pagine delle trentanove della norma completa, pone solide basi per l’integrazione BIM-GIS nel campo delle infrastrutture.
Si può far meglio?
Tutto è migliorabile, per questo è possibile lasciare commenti qui fino al 16 marzo.
Ci sto pensando, naturalmente per dare un contributo costruttivo al miglioramento della norma…
Ma non è finita.
Altre informazioni importanti, per quanto riguarda il GIS in ambito BIM per le infrastrutture, sono contenute nel Capitolo 12, dedicato a ruoli, responsabilità e processi decisionali.
Dove si affronta l’interazione tra le figure BIM e quelle GIS.
Ma direi che questo sarà l’argomento del mio prossimo articolo…
Alla prossima!
Giovanni Perego, detto GimmiGIS



















