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Nov 20 2017

Autodesk ed ESRI annunciano collaborazione per costruire un ponte tra GIS e BIM

Andrew Anagnost, presidente e CEO Board Director di Autodesk e Jack Dangermon, presidente di ESRI,
presentano l’accordo ad Autodesk University

E’ un accordo storico.

La scorsa settimana, durante Autodesk University è stato annunciato un accordo di collaborazione tra Autodesk ed ESRI, che per me ha un notevole valore simbolico, oltre che pratico.

Ricordo ancora, infatti, gli anni in cui le due aziende erano in diretta competizione nel mondo GIS: allora non avrei certo immaginato di arrivare a scrivere di una loro collaborazione. In seguito però, le loro strade si sono divise, vedendo Autodesk avviarsi decisamente verso la progettazione, il BIM ed il FoMT, Future of Making Things, mentre ESRI, The Science of where, è rimasta a presidiare il mondo GIS, sempre di più sul Cloud. Ora è arrivato il momento della collaborazione.

Ho notato con piacere che l’annuncio ha suscitato molto interesse, a giudicare dai commenti, dalle email che ho ricevuto e dai siti che hanno già rilanciato la notizia, anche in Italia. La collaborazione tra Autodesk ed ESRI non può che portare ottimi benefici:  ma cosa hanno annunciato, in dettaglio, le due aziende? E quali possono essere le conseguenze?

I loghi di Autodesk ed ESRI affiancati ad Autodesk University. Grazie Cesare!

Autodesk ed ESRI hanno annunciato l’inizio di una collaborazione per costruire un ponte tra BIM e tecnologie GIS. Insieme, stanno progettando di permettere ad un’ampia gamma di attività di ottenere una ambientazione migliore nel contesto, grazie alla visualizzazione dei dati del territorio antropizzato, di quello naturale, dei cittadini e delle reti che li collegano.

Frase densa di significati, la traduzione è mia, l’originale completo in inglese qui.

Mi sembra un ottima partenza, ricca di sensibilità per un futuro sostenibile e rivolta a permettere decisioni più sagge, progetti migliori, approvazioni più veloci, costi ridotti e città intelligenti ed infrastrutture resilienti.

Per capire meglio il significato dell’accordo, trovi qui una sintesi che in sostanza ci dice che Autodesk ed ESRI vogliono costruire un ponte tra GIS e BIM per migliorare il modo in sui si pianifica, si progetta e si costruisce nel  mondo. Dal punto di vista Autodesk, un migliore uso dei dati GIS permetterà di progettare nel contesto del mondo reale, mentre dal punto di vista ESRI, un migliore uso dei dati BIM aiuterà la tutela delle risorse rinnovabili per le generazioni future e l’impronta umana nell’ambiente naturale, per costruire città più resilienti.

Riguardo alle conseguenze future, per il momento posso solo fare delle ipotesi, del tutto personali.

  • Prima di tutto spero sarà ancora più forte, nello sviluppo della applicazioni Autodesk, la sensibilità verso il luogo, quindi la georeferenziazione dei progetti. Sarebbe ora, infatti, che si imparasse a progettare in ambito BIM non più “con lo zero in basso a sinistra”, e che ogni progetto possa partire da una base di dati territoriale correttamente posizionata in un sistema di coordinate, o comunque nello spazio.
  • In secondo luogo spero aumenti notevolmente la disponibilità e la qualità dei dati geografici disponibili all’interno delle applicazioni Autodesk. Abbiamo già degli esempi di integrazione, come le splendide ortofoto di Bing che puoi utilizzare in AutoCAD, ma soprattutto AutoCAD Map 3D e Civil 3D, l’uso dei dati GIS con Dynamo, il miracoloso Servizio Cloud di Autodesk InfraWorks, che integra dati GIS di diverse fonti per metterti a disposizione il modello territoriale 3D di una qualsiasi parte del mondo. Ma ancora c’è molto da fare per permettere una completa ricostruzione del contesto 3D per la progettazione BIM.
  • Infine è possibile immaginare i più svariati servizi cloud, che utilizzando i dati geografici possano essere di grande aiuto ai progettisti BIM, ad esempio nell’analisi delle prestazioni energetiche e delle caratteristiche geologiche ed ambientali del suolo, piuttosto che nello studio del traffico e così via. Si apre davvero un mondo.

In ogni caso, quando si costruisce un ponte e si instaura un dialogo, i vantaggi sono sempre per tutti.

Bene così, attendo davvero con curiosità i primi risultati!
Giovanni Perego