BIM per le infrastrutture: Dynamo e Civil3DToolkit risolvono problemi

Prosegue la pubblicazione di articoli gentilmente proposti dai rivenditori a valore aggiunto di Autodesk.
Oggi l’ing. Maurizio Simoni di NKE ci presenta un’esperienza importante con Dynamo per Civil 3D, risolta grazie ad un pacchetto liberamente disponibile nell’ambiente Open Source.
Se vuoi approfondire e fare tue queste tecnologie, visita il sito NKE dedicato alla formazione, BIM4Work.

Dynamo, per chi ancora non lo conoscesse, è un’ambiente di programmazione visuale che consente ai progettisti di esplorare e sviluppare i propri strumenti al fine di risolvere problemi.

Dalle sue origini come add-on per il BIM in Revit, Dynamo è cresciuto moltissimo e quando, un paio di anni fa, venne rilasciato per Autodesk Civil 3D fu una vera svolta nell’ambito della progettazione parametrica BIM per le infrastrutture.

Purtroppo, come avviene per ogni nuovo prodotto, occorre tempo per arrivare a maturazione. Infatti, allo stato attuale delle cose, gli strumenti (o nodi) messi a disposizione da Dynamo per Autodesk Civil 3D non sono particolarmente numerosi e coprono solo in parte le eventuali esigenze dei progettisti di infrastrutture.

La libreria di Dynamo per Civil 3D

Noi di NKE, come azienda che si occupa di BIM a 360 gradi, ce ne siamo accorti immediatamente, durante la restituzione di alcuni sottoservizi legati alla distribuzione dell’acqua, della rete elettrica e delle fognature. Ma siamo comunque riusciti ad aggirare la difficoltà di Dynamo nell’interrogare, analizzare e gestire le reti di condotte e le reti in pressione.

Fortunatamente, infatti, come avviene di consuetudine nelle applicazioni Open Source, gli sviluppatori si sono rimboccati le maniche ed hanno messo a disposizione un elevato numero di componenti aggiuntivi completamente gratuiti. La nostra scelta è ricaduta su un pacchetto sviluppato direttamente da Autodesk, nella persona di Paolo Serra: Civil3DToolkit.

Ricerca del Civil3DToolkit in Dynamo

Questo ci ha permesso di ampliare enormemente il numero di funzioni e tipologie di oggetti da gestire. Se in precedenza, nel caso di esportazione in IFC, occorreva copiare manualmente i dati di ogni singola condotta nell’apposita proprietà (PSet), con un considerevole impegno di tempo, ora in pochi secondi siamo in grado di travasare le informazioni necessarie in ogni elemento della rete.

Con evidente guadagno di tempo, ma soprattutto con la possibilità di commettere errori di copiatura praticamente azzerata.

Lo script di Dynamo descritto sopra
La rete di condotte in IFC con i dati associati

L’alternativa avrebbe potuto essere quella dello script in Python interno a Dynamo, ma si è preferita la prima strada in quanto già spianata da Autodesk.

Per coloro i quali avessero necessità o curiosità di apprendere le nozioni di cui sopra, lo staff di NKE è a disposizione per servizi di training, CAD to BIM o sviluppo di applicazioni custom.

Qualora foste interessati ad una formazione a più ampio spettro sul Building Information Modeling, NKE propone il BIM4Work. Venite a trovarci!

Maurizio Simoni
Application Engineer NKE

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