Geomaster: pubblicazione e condivisione delle informazioni GIS e BIM

Oggi voglio presentarti un applicativo WebGIS storico italiano, che ha alle spalle più di 12 anni di sviluppo, e che si occupa anche di BIM.

Interessante, direi.

Si tratta di Geomaster, la soluzione Web GIS di One Team, che consente ai nostri utenti di creare e condividere mappe GIS e progetti BIM sul Web in pochi minuti

Grazie alla possibilità di amministrare facilmente contenuti, funzionalità e permessi di accesso.

La sua struttura è modulare e scalabile, basata sui Widget, e permette di gestire facilmente le diverse funzioni, come puoi vedere nell’immagine seguente:

L’amministratore dovrà soltanto configurare le mappe con i propri dati e aggiungere i widget necessari per renderli accessibili dal web.

Questo approccio ottimizza lo sviluppo dei widget e consente di massimizzare l’efficienza e l’interoperabilità, facendo del GIS la piattaforma ottimale di integrazione delle differenti banche dati.

Ma facciamoci raccontare Geomaster da chi lo segue fin dall’inizio: l’ottimo collega Damiano Montrasio, Project Manager e Analista GIS Senior.

Sarai felice di sapere che Geomaster comprende un modulo dedicato al BIM, che offre strumenti per la navigazione, la vista in 3D ed in sezione e l’interrogazione di Building Scene Layer provenienti dalla pubblicazione di modelli BIM da formati Revit o IFC.

Gestisce, quindi, sia modelli BIM di edifici che di infrastrutture.

Modulo BIM: ponte realizzato con InfraWorks, trasferito a Civil 3D e poi esportato in IFC 4.3 per l’utilizzo con Geomaster

I modelli e le loro informazioni associate sono consultabili accendendo e spegnendo le famiglie, evidenziando le entità per piano, navigando attraverso le fasi costruttive, eseguendo misure tridimensionali di distanze e di superfici, tutto in un’unica interfaccia amichevole.

Inoltre, è possibile integrare la propria piattaforma di Ambiente di Condivisione Dati (ACDat) per rendere disponibile, attraverso le mappe, una chiave di ricerca geografica per l’accesso a documenti, tavole, modelli, interrogando e selezionando ogni singolo componente del modello.

La nuova versione 2025 di Geomaster, appena rilasciata, ha aggiunto numerose novità, tra cui la nuova versione che si basa su ArcGIS Online, che è compreso in ArcGIS Pro.

Resta possibile, naturalmente, continuare ad utilizzare ArcGIS Enterprise .

Un’altra novità importante della versione 2025 è il modulo dedicato al monitoraggio ambientale.

Si tratta di un Portale di back-office per la gestione alfanumerica e cartografica dei punti delle campagne di monitoraggio, costruendo le matrici ambientali coinvolte, la storicizzazione delle analisi, degli analiti e dei parametri indagati, la localizzazione in mappa dei punti.

Geomaster utilizza le migliori tecnologie ESRI, come ArcGIS Online (per gli amici AGOL), ArcGIS Enterprise e la tecnologia API Javascript 4.

Inoltre, utilizza l’accesso profilato per utente ESRI anche su tablet, per permettere l’inserimento dei dati sul campo.

Bene, non ti resta che visitare la pagina ufficiale per contattarci, per farci tutte le tue domande o richiedere una demo.

Buon Geomaster!
Giovanni Perego, detto GimmiGIS

Guarda i video: difesa idraulica del territorio, progettazione rotatorie e parcheggi

Sono già disponibili le registrazioni del 6^ evento organizzato l’altro ieri dall’ottimo Salvatore Macrì’ di Autodesk per il Gruppo utenti Italiani per le Infrastrutture, disponibile su Linkedin.

Ecco quindi i link alle registrazioni su YouTube dei due interventi:

Se vuoi vedere l’intero canale YouTube dedicato agli Utenti Italiani di Autodesk per le infrastrutture, che contiene video sulle soluzioni, sui software e sul Country Kit italiano fai clic qui.

Buona visione!
Giovanni Perego, detto GimmiGIS

Finalmente la norma BIM per le infrastrutture: UNI 11337-12

La nuova norma UNI BIM per le infrastrutture è pubblicata sul sito UNI per l’Inchiesta Pubblica Finale.

Non si tratta ancora della versione definitiva, ma della prima versione pubblica che serve a raccogliere i commenti degli operatori fino al 16 marzo 2025. Dopodiché verrà sottoposta a revisione e trasformata in una norma definitiva.

Il suo titolo è:

UNI 11337 Parte 12: Flussi informativi, ruoli e requisiti per le opere infrastrutturali

La norma, nell’ambito del dominio infrastrutturale, intende contestualizzare i requisiti di progettazione realizzazione gestione e manutenzione nelle diverse fasi del processo digitale, individuando approfondimenti comuni alle diverse tipologie di opere infrastrutturali, nonché aspetti di dettaglio specifici. La norma contiene anche un approfondimento sul tema dell’interoperabilità e dell’integrazione dei dati GIS con la modellazione informativa

La pagina del sito UNI dove appare la nuova norma in inchiesta pubblica finale, con un piccolo errore: nel sottotitolo appare come Parte 9

Se ne sentiva davvero il bisogno.

Ricordo ancora le prime occasioni in cui, parlando di BIM per le infrastrutture, mi sentivo criticare perchè il BIM, secondo alcuni, si applicava solo all’architettura...

Infatti, il BIM è nato storicamente in ambito architettonico, e quindi il mondo delle infrastrutture ha sofferto a lungo (e soffre ancora) di difficoltà nell’adottarlo.

Anche a causa di norme e standard che non sono stati concepiti per progettare e realizzare strade, ferrovie o reti di condotte, e che non assegnano la dovuta importanza al contesto territoriale, quindi all’utilizzo di dati e strumenti GIS.

Faccio un esempio: per molti anni il formato aperto IFC per l’interoperabilità in campo BIM non era in grado di rappresentare correttamente una strada, una ferrovia o una rete di condotte.

Solo recentemente, con il rilascio della versione 4.3, si sono fatti molti passi avanti in questa direzione (ne ho parlato qui) ma quanti Capitolati Informativi chiedono ancora la vecchia versione 2×3?

Le infrastrutture del resto hanno molte differenze rispetto alle opere architettoniche, basti pensare alla loro estensione territoriale e spesso lineare, all’importanza della fase autorizzativa, alla necessità di analisi connesse al territorio, alla grande importanza delle informazioni topografiche e GIS.

Quindi, questa norma è la benvenuta!

Bene, tra poco andrà ad arricchire la norma complessiva, la UNI 11337, Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni, che conosciamo bene ed applichiamo tutti i giorni nei nostri processi BIM.

E’ il risultato di un lungo lavoro, condotto da un folto gruppo di esperti coordinato da Italferr, che ha visto la partecipazione, tra gli altri, nel nostro piccolo, di One Team.

Grazie alla UNI 11337-12 ora finalmente abbiamo un quadro completo, coerente e dedicato alle infrastrutture per impostare correttamente la progettazione, i bandi di gara, i flussi informativi, la modellazione, l’Ambiente di Condivisione dei dati, l’integrazione dei dati GIS, le verifiche, i Capitolati Informativi, le Offerte ed i Piani di Gestione informativa, le figure professionali e così via.

Ecco il sommario della nuova norma:

  1. Scopo e Campo di applicazione
  2. Riferimenti normativi
  3. Termini e definizioni
  4. Il dominio infrastrutturale e il ciclo di vita dell’opera
  5. Flussi informativi e processi decisionali nella gestione delle informazioni per le opere infrastrutturali
  6. Modellazione dei Dati per le infrastrutture
  7. Requisiti informativi – Dagli obiettivi e usi ai livelli di fabbisogno informativo
  8. Flussi Informativi, coordinamento e verifica per le infrastrutture
  9. Interoperabilità e Ambiente di Condivisione Dati
  10. Integrazione dei dati GIS nel processo di gestione informativa
  11. Documenti contrattuali e gestione informativa digitale: il Capitolato Informativo, l’Offerta di Gestione Informativa e il Piano di Gestione Informativa
  12. Ruoli, responsabilità e processi decisionali

Se vuoi partecipare all’inchiesta finale, qui puoi scaricare la bozza della norma e lasciare i tuoi commenti fino al 16 marzo 2025.

E nel frattempo prepararti alla sua applicazione, visto che presto diverrà definitiva.

Per un riepilogo delle normative BIM, sia UNI che ISO, puoi scaricare qui la guida realizzata da UNI.

E naturalmente, se ti interessa avviare un percorso di adozione del BIM, non è mai troppo tardi per cominciare!

Fai clic sull’immagine qui sotto.

Buona norma 11337-12!
Giovanni Perego detto GimmiGIS

Digitalizzazione delle infrastrutture e Sostenibilità: il convegno che mi sono perso…

Ebbene sì, mi sono perso il convegno dell’Associazione Infrastrutture Sostenibili sulla digitalizzazione.

Ti ho presentato qui il nuovo Position Paper 8, rilasciato da AIS, ma non sono riuscito a partecipare al convegno che ha presentato questo documento fondamentale .

Fondamentale perchè digitalizzazione e sostenibilità sono strettamente collegati tra loro, e la seconda non può fare a meno della prima.

Prova a preparare la relazione CAM (Criteri Ambientali Minimi) di un’infrastruttura su di un progetto cartaceo tradizionale, e poi ne parliamo.

Tieni conto che, per esempio, i CAM sono obbligatori per la progettazione, la costruzione e la manutenzione delle strade dal 12 dicembre dell’anno appena terminato.

Bene, pur avendo perso il convegno, qualcosa la possiamo recuperare seguendole interviste pubblicate da AIS su LinkedIn.

Eccoti i link:

Qui Lorenzo Orsenigo, Presidente di AIS, risponde alla domanda dell’immagine di copertina.
Indovina qual’è la risposta…

Qui Luca Ferrari, Vicepresidente di AIS e coordinatore del gruppo di lavoro del Position Paper 8 riflette sull’impianto normativo (la UNI 11337!) e legislativo italiano, che non ha nulla da invidiare ai paese più avanzati: dai Decreti BIM del 2017 e 2021 al nuovo Codice dei Contratti, fino al Decreto CAM ed il recentissimo Correttivo del Codice dei Contratti.

Di nuovo, Luca Ferrari riflette qui su cosa manca ancora per la digitalizzazione delle infrastrutture: dal ridurre, per migliorane la qualità le 36.000 stazioni appaltanti italiane, utilizzando le centrali di committenza, al rendere di nuovo attrattiva la Pubblica Amministrazione per i nativi digitali, ed ancora, potenziare ulteriormente i percorsi formativi, coinvolgendo non solo i tecnici ma anche gli amministrativi, per arrivare al supporto al RUP da parte di operatori privati

Qui Flavia Scisciot, Direttore Tecnico Sistemi di Trasporto e Mobilità Sostenibile di TECNE sottolinea l’importanza della continuità del dato digitale nelle fasi di progettazione, realizzazione e gestione dell’infrastruttura, per superare le barriere che ostacolano l’efficienza del processo di digitalizzazione

E poi puoi ascoltare:

Buona visione!
Giovanni Perego, detto GimmiGIS

Come si calcola il volume di scavo dell’imbocco di una galleria con Civil 3D?

Sono lieto di condividere un secondo video BIM per le infrastrutture, pubblicato recentemente nel canale YouTube degli utenti italiani di Autodesk per le infrastrutture, avviato e coordinato dall’ottimo Salvatore Macrì, Technical Sales Specialist presso Autodesk.

Il primo video, dedicato alla modellazione dell’imbocco di una galleria, lo trovi qui.

Questa volta, in pochi minuti, puoi seguire la procedura che Salvatore ti consiglia per calcolare il volume dello scavo per l’imbocco di una galleria, stradale o ferroviaria, modellata in questo primo video.

Grazie alla Plancia di comando dei volumi puoi creare Superfici volumetriche per il calcolo dello sterro e del riporto.

Superfici dinamicamente collegate alle scarpate, che quindi puoi aggiornare facilmente in caso di modifiche al progetto.

Nel Canale YouTube degli utenti italiani di Autodesk per le infrastrutture troverai molti altri video, dedicati a semplici Tpis&Tricks come quello che ti ho appena presentato, alla progettazione parametrica di infrastrutture, al fondamentale Country Kit italiano di Civil 3D, ed alle esperienze della comunità, presentate negli incontri periodici online.

Buona visione!
Giovanni Perego, detto GimmiGIS

Il BIM è arrivato all’alta velocità Torino – Lione

Rendering della futura stazione internazionale di Susa progettata da Kengo Kuma

Oggi voglio proseguire nel racconto delle buone pratiche BIM, con un esempio molto importante.

Naturalmente, rilanciando un ottimo articolo dei miei colleghi che puoi leggere qui sul Blog Let it BIM

Ma per cominciare ti faccio una domanda:

Sai chi è TELT?

TELT è l’acronimo di Tunnel Euralpin Lyon Turin, il promotore pubblico responsabile della realizzazione e della futura gestione della linea ferroviaria transfrontaliera tra Susa/Bussoleno in Piemonte e Saint-Jean-de-Maurienne in Francia, per un totale di 65 km, di cui l’89% in galleria.

Costituita il 23 febbraio 2015, vede una partecipazione al 50% tra Ferrovie dello Stato Italiane (FS) e lo Stato francese.

TELT è impegnata, quindi, nella realizzazione della tratta più importante ed impegnativa della ferrovia ad alta velocità ed alta capacità (AV/AC) Torino – Lione, che si estende per 270 km.

Ferrovia che permetterà di accorciare fortemente i tempi di viaggio di passeggeri e merci tra l’Italia e la Francia, e di spostare milioni di mezzi pesanti dalle strade alla ferrovia, evitando la produzione di un milione di tonnellate di CO2 all’anno.

Il costo della tratta, certificato da un ente terzo, è di 8,6 miliardi di euro (in euro 2012), cofinanziati al 40% dall’Europa, al 35% dall’Italia e al 25% dalla Francia.

TELT Impiega 250 professionisti, divisi al 50% tra Italia e Francia in diversi settori come l’ingegneria, le costruzioni, la sicurezza, l’ambiente, ma anche in ambito giuridico, finanziario e comunicazione.

La Società promuove la parità di genere (il 50% del personale è costituito da donne) e può contare su 4 certificazioni di qualità e su 4 livelli di controllo.

Bene, immaginati con quanto piacere e con quanto impegno nel 2023 abbiamo partecipato, ed abbiamo vinto, la gara indetta da TELT per l’assistenza all’implementazione della metodologia BIM.

Il cantiere TELT di Chiomonte lungo l’autostrada

Ci stiamo lavorando, ormai, da un anno e mezzo, e visto che Il processo BIM è partito in una fase intermedia del progetto, la sua introduzione comporta maggiori attenzioni, rispetto a un’opera che nasce utilizzando il BIM fin dall’inizio.

Inoltre la Francia, al contrario dell’Italia, non ha l’obbligatorietà sul BIM, anche per le gare di notevole importo, e TELT è un promotore pubblico di giurisdizione francese.

Tuttavia, nei contratti tra la Società e i Consorzi che eseguono i lavori di realizzazione, le norme italiane sono richiamate e costituiscono quindi un preciso riferimento per i progettisti e i costruttori dell’opera, sia in Italia che in Francia.

Durante l’analisi dei processi, necessaria per l’introduzione del BIM, ho avuto il piacere di conoscere l’ingegnere Salvatore D’Alfonso, BIM Manager di TELT, che a questo proposito ha dichiarato:

“Abbiamo cercato di risolvere questa differenza imponendo anche le norme italiane per un controllo più omogeneo nella realizzazione dell’opera. La nostra sarà una gestione unitaria dei cantieri sia in fase di costruzione che di operatività, con precisi vincoli di tempistica, costi e qualità di realizzazione”.

La Torino- Lione è un’infrastruttura estremamente complessa sia per dimensioni sia per l’obiettivo di ridurre al minimo l’impatto ambientale. Il modello BIM si è già dimostrato decisivo per semplificarla.       

La metodologia BIM in TELT è basata su di un modello digitale intelligente dell’opera in tutte le sue componenti, sia in superficie che in sotterraneo, sia per le opere civili che per le tecnologie, in grado di fornire tutte le informazioni necessarie sia in fase di costruzione in atto che nella successiva fase di gestione. 

Quindi garantisce una serie di importanti requisiti: 

  • Trasparenza della collaborazione, della condivisione dei dati e delle informazioni;
  • Concorrenza data dall’interoperabilità mediante formati aperti non proprietari; 
  • Concorrenza tra i fornitori di tecnologie; 
  • Apertura al coinvolgimento di specifiche progettualità tra i progettisti.

In questo modo, vengono pienamente soddisfatti i tre principi ispiratori del Codice dei Contratti Pubblici italiano: principio di risultato, principio della fiducia, principio dell’accesso al mercato, su regole di concorrenza, imparzialità, non discriminazione, pubblicità e trasparenza, proporzionalità.

TELT esprime soddisfazione anche per i vantaggi tout court del modello BIM: dalla gestione dell’intero ciclo di vita dell’opera in ogni suo aspetto, alla riduzione della complessità attraverso il monitoraggio su tutte le componenti, fino alla georeferenziazione del Digital Twin e alla conservazione dell’intera storia del progetto prima e dell’opera poi.

Il monitoraggio in BIM consente poi di tenere costantemente sotto controllo i parametri di sostenibilità del cantiere, intervenendo in tempo reale su eventuali problematiche riguardanti l’ambiente, la sicurezza sul lavoro, e tutto ciò che rientra nell’universo ESG.

Rilevante anche l’apporto alla comunicazione della sostenibilità dell’opera: applicando i concetti di Digital Twin anche in fase di cantierizzazione, si possono ottenere degli indicatori chiave che consentono di fornire una corretta comunicazione su tutti i livelli.

Per l’adozione del BIM, TELT ha seguito il Metodo One Team: dall’analisi per l’individuazione del livello di maturità BIM alla formazione del team di lavoro, dal project coaching su progetto pilota BIM alla standardizzazione dei workflow operativi fino all’ottimizzazione dei flussi di lavoro e al monitoraggio in cantiere. Una preparazione a 360 gradi per uno dei progetti più importanti degli ultimi anni.

Questo il commento di Salvatore D’Alfonso, BIM Manager di TELT:

“Abbiamo realizzato una libreria e un dizionario degli oggetti BIM: i cantieri lato-Francia li stanno già utilizzando. In prospettiva, tutto tornerà utile per i cantieri in divenire. Questo è un progetto unico che non poteva non essere impostato in BIM nonostante la sua origine più tradizionale”.

Bene, se vuoi approfondire:

Alla prossima!
Giovanni Perego, detto GimmiGIS

6° appuntamento online del Gruppo utenti italiani di Autodesk per le Infrastrutture 

NB: articolo aggiornato il 23 gennaio con il secondo intervento previsto

Proseguono le attività di GII, il Gruppo utenti Italiani per le Infrastrutture, coordinato su Linkedin dall’ottimo Salvatore Macrì’, Technical Sales Specialist presso Autodesk.

Ti invito al suo sesto appuntamento online, il 28 gennaio 2025 alle ore 10.00, dove avrai occasione di seguire un intervento molto interessante sulla progettazione di opere finalizzate alla difesa idraulica del territorio.

Seguito dal contributo di Salvatore su Autodesk Civil 3D per l’analisi delle traiettorie e la progettazione di rotatorie e parcheggi.

Il tema della difesa idraulica del territorio è sicuramente di grande attualità direi, ne ho parlato in un Webinar registrato recentemente per AssoBIM, che puoi guardare qui.

Ci vediamo, virtualmente, il 28 gennaio!
Giovanni Perego, detto GimmiGIS

La soglia per il BIM obbligatorio è scesa a 2 milioni di euro

Bene, ormai è ufficiale e definitivo.

Dal primo gennaio di quest’anno, la soglia per l’utilizzo obbligatorio del BIM è stabilita in 2 milioni di euro.

La soglia quindi scende, rispetto ai circa 5,5 milioni di euro in vigore dal primo gennaio 2023.

Ma dall’altra parte sale, rispetto alla norma precedente del Codice dei Contratti Pubblici che prevedeva 1 milione di euro.

Questa soglia è stata definita nel Correttivo al Codice dei Contratti Pubblici (clic qui per scaricarlo), ovvero il Decreto Legislativo n.209, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’ultimo giorno dell’anno appena terminato.

Per l’esattezza il Correttivo stabilisce:

  • In 2 milioni di euro la soglia che entrerà in vigore dal 1^ gennaio 2025 per l’utilizzo obbligatorio del BIM (metodi e strumenti di gestione informativa digitale) nella progettazione e realizzazione di di lavori di nuova costruzione e per gli interventi su costruzioni esistenti.
  • La stessa soglia viene modificata da 1 a 5,538 milioni di euro (corrispondente alla soglia di rilevanza comunitaria), per la progettazione e realizzazione di interventi che riguardano i beni culturali.
  • Queste soglie andranno calcolate sulla base della stima parametrica del valore del progetto. Se vuoi saperne di più sulla stima parametrica leggi qui.
  • Il valore stimato andrà indicato nel DOCFAP (Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali) e successivamente nel DIP (Documento di Indirizzo della Progettazione).

Sinceramente, credo che questa decisione sulla soglia del BIM obbligatorio non aiuti davvero le stazioni appaltanti che lo hanno richiesto.

Ho già spiegato in questo post perchè la penso in questo modo.

Aggiungo solo che, fortunatamente, la proposta di alzare la soglia a 4 milioni di euro non è stata accolta.

Vale la pena di ricordare che il BIM mette a disposizione una metodologia innovativa e conveniente che rende più efficiente sia la progettazione che il cantiere, garantisce la massima trasparenza e la riduzione dei tempi e dei costi.

Lo posso confermare personalmente, visto che da due anni mi occupo proprio dell’analisi per la predisposizione del Piano di implementazione BIM presso stazioni appaltanti, studi di progettazione e società di Engineering.

Analisi che rappresenta il primo passo di un metodo consolidato che One Team propone agli enti ed alle aziende che desiderano adottare il BIM.

Il metodo consolidato in cinque fasi che proponiamo ad enti e aziende per l’adozione del BIM
Clic qui o sull’immagine per saperne di più

Quello che mi consola, è che nessuno potrà impedire alle numerose Stazioni Appaltanti che hanno avviato seriamente il percorso di adozione del BIM, di adottarlo per tutti i prossimi bandi di gara, anche quelli sotto soglia, come già sta avvenendo in molti casi.

Tanti auguri di buon anno, arrivederci alla prossima!
Giovanni Perego

Digitalizzazione per la sostenibilità delle infrastrutture

Da tempo, seguo i lavori dell’Associazione per le Infrastrutture Sostenibili (AIS), di cui One Team fa parte fin dalla nascita.

Una importante attività di AIS consiste nell’elaborazione e pubblicazione di Position Paper, veri e propri manuali, liberamente scaricabili, dedicati ai diversi aspetti della sostenibilità delle infrastrutture,

Position Paper che vengono già applicati in alcune Buone Pratiche, come ad esempio qui.

Bene, sono felice di annunciarti che è stato rilasciato alla fine di novembre un nuovo Position Paper, l’ottavo pubblicato fino ad ora, dedicato alla digitalizzazione per la sostenibilità.

Perchè questo tema? Perchè la digitalizzazione rappresenta un presupposto fondamentale per la sostenibilità.

Naturalmente, come One Team abbiamo collaborato attivamente alla stesura anche di questo Position Paper di AIS.

La digitalizzazione è da sempre un pilastro centrale delle attività di AIS, insieme alla misurabilità dei risultati e alla diffusione di materiali green, per progettare, realizzare e gestire infrastrutture sempre più sostenibili.

Questo Position Paper raccoglie e sistematizza le riflessioni, fino ad ora non organizzate, in merito alla stretta relazione fra sostenibilità e trasformazione digitale – quest’ultima come strumento imprescindibile per raggiungere la prima.

L’adozione di strategie di digitalizzazione nell’ambito della sostenibilità delle infrastrutture ha come obiettivo principale quello di rendere visibili e misurabili i potenziali impatti e l’effetto delle decisioni e azioni intraprese nella gestione dell’infrastruttura e dei dati da essa prodotti, andando a contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals – SDG) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Per le infrastrutture, AIS ha già identificato gli indicatori di sostenibilità più rilevanti grazie al lavoro svolto ed illustrato nel Position Paper 3 “ESG e Infrastrutture” e nel Position Paper 5 “Il cantiere sostenibile”.

In questi due Position Paper, vengono individuati e descritti approfonditamente gli indicatori (KPI-ESG) più rilevanti in tutte le fasi di sviluppo dell’infrastruttura, ai quali si rimanda per approfondirne la descrizione e il percorso valutativo che ha portato alla loro individuazione.

L’obiettivo del Position Paper8 è stato dunque quello di associare le fasi di Sviluppo ed Esercizio delle infrastrutture ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, valutandone la rilevanza, per poi associare gli indicatori già individuati nei due Position Paper citati.

Tale operazione ha permesso di associare agli indicatori gli obiettivi della Agenda 2030.

Bene, proprio per divulgare i temi della digitalizzazione e della sostenibilità per le infrastrutture, abbiamo preparato un corso su BIM e GIS per la sostenibilità del cantiere, disponibile sulla nostra piattaforma Training in a Box.

Oppure, naturalmente, puoi chiedermi di tenerlo online o dal vivo.

Il corso permette:

  • Di individuare le linee guida e la normativa di riferimento per gli interventi di sostenibilità ambientale
  • Di comprendere come elaborare le informazioni per valutare e certificare i progetti in termini di sostenibilità.
  • Di approfondire il Position Paper 5 di AIS sul Cantiere Sostenibile
  • Di identificare gli strumenti BIM e GIS per supportare un approccio sostenibile

Training in a box, TIAB per gli amici, è la nostra piattaforma di e-learning, dove rendiamo disponibili corsi registrati per il mondo GIS e quello della progettazione BIM.

Alla prossima!
Giovanni Perego, detto GimmiGIS

Come si modella l’imbocco di una galleria con Autodesk Civil 3D?

Sono lieto di condividere un video BIM per le infrastrutture, pubblicato recentemente nel canale YouTube degli utenti italiani di Autodesk per le infrastrutture, avviato e coordinato dall’ottimo Salvatore Macrì, Technical Sales Specialist presso Autodesk.

In questo video di pochi minuti, puoi seguire la procedura che Salvatore ti consiglia per modellare lo scavo per l’imbocco di una galleria, stradale o ferroviaria.

Grazie alle Linee Caratteristiche ed alle Scarpate di Civil 3D potrai modellare in pochi minuti lo scavo, che in seguito potrà essere modificato in modo molto dinamico, in caso di varianti.

Nel Canale YouTube degli utenti italiani di Autodesk per le infrastrutture troverai molti altri video, dedicati a semplici Tips&Tricks come quello che ti ho appena presentato, alla progettazione parametrica di infrastrutture, al fondamentale Country Kit italiano di Civil 3D, ed alle esperienze della comunità, presentate negli incontri periodici online.

Buona visione!
Giovanni Perego, detto GimmiGIS