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Se non lo conosci, tieni conto che Country Kit italiano è una strumento molto utile ed importante per progettare infrastrutture BIM in Italia con Civil 3D.
Contiene, infatti, stili e librerie di componenti parametrici conformi alle abitudini italiane, e soprattutto strumenti di verifica di strade e ferrovie nei confronti della normativa nazionale.
Ma sono in arrivo grandi novità!
Verrà rilasciata, infatti, una versione 2026.1 del Country Kit italiano, che conterrà numerosi miglioramenti che riguardano:
Aggiunta dei criteri di verifica per le piste ciclabili secondo il DM del 30/11/1999
Notevole miglioramento delle finestre di verifica planimetriche ed altimetriche per le strade. Ora è possibile modificare i parametri del tracciato per adeguarlo alla normativa, direttamente nella finestra.
Aggiunta di verifiche per le intersezioni stradali
Aggiunta di una libreria dei deviatoi ferroviari (scambi) in 3D
Aggiunta di sezioni tipo parametriche ferroviarie per le stazioni
Aggiunta di sezioni tipo polifere per i sottoservizi
Ti presento oggi una nuova buona pratica BIM, di notevole spessore.
Si tratta, infatti di MM Spa, società partecipata del comune di Milano, nata nel 1955 per realizzare le prime linee metropolitane in Italia.
Oggi però, MM Spa è una azienda multiservizi: con il passare del tempo, le sono state affidate numerose aree di intervento, tra cui la viabilità, l’acqua, l’edilizia, le scuole ed il verde.
Fornisce soluzioni su misura nella progettazione e nella riqualificazione di ecosistemi urbani riorganizzando servizi, reti, infrastrutture e patrimoni immobiliari pubblici.
Il percorso di MM Spa in ambito BIM è partito, naturalmente, dalla definizione delle procedure di controllo, confluite nell’atto organizzativo, uno degli adempimenti importanti richiesti dal codice degli appalti.
Le principali motivazioni strategiche di questa scelta sono state:
Il miglioramento della collaborazione e del coordinamento tra gli stakeholder del progetto, per identificare e risolvere i potenziali problemi prima della fase di costruzione.
Il miglioramento della qualità, dell’efficienza e della sostenibilità della progettazione, volta ad aumentare la competitività dell’azienda
Il completamento della conformità alla normativa di settore
La valorizzazione del patrimonio informativo
Naturalmente, MM si è dotata delle figure professionali BIM previste dalla norma UNI 11337 parte 7, ed ha avviato un percorso formativo per l’ottenimento delle certificazioni.
Inoltre, MM Spa si è dotata degli strumenti hardware e software necessari per la gestione digitale ed i processi decisionali ed ha messo a punto l‘Ambiente di Condivisione dei Dati.
In questi processi, MM si è avvalsa fin dall’inizio della collaborazione di One Team Spa. (sì, non lo sapevi? Siamo una Spa, da qualche settimana…).
Il percorso di MM Spa in ambito BIM viene descritto dagli stessi protagonisti in questo video, dove potrai ascoltare, dopo l’introduzione del Direttore Roberto Tornelli che ti ho riassunto qui sopra, le esperienze dell’esperto di formazione, di un BIM Manager, di una BIM Coordinator, del CDE Manager e così via.
Bene, l’esperienza di MM è sicuramente unica ed è destinata a proseguire con sviluppi interessanti.
Naturalmente ha contribuito, insieme a molte altre, nell’elaborazione del nostro Metodo per l’adozione del BIM, che può essere applicato anche a tutte le aziende che desiderino il nostro supporto.
Recentemente, sono state rese disponibili molte novità software, Autodesk per il BIM ed ESRI per il GIS, che permettono di semplificare ed accelerare la collaborazione tra BIM e GIS.
La prima novità che voglio sottolineare, la più recente: riguarda ArcGIS Pro, la soluzione GIS di ESRI, che già riconosce i modelli BIM all’interno dei Dwg di Autodesk Civil 3D, e che adesso può pubblicarli direttamente nel suo ambiente Web, ArcGIS Online.
Si tratta di un passo avanti molto importante, che semplifica e velocizza lo scambio delle informazioni tra BIM per le infrastrutture e GIS.
Un’infrastruttura stradale progettata con InfraWorks e Civil 3D condivisa in ArcGIS Pro
Per non parlare del riconoscimento dei modelli BIM di Revit nel formato Rvt, in essere già da tempo.
Ancora meglio, la collaborazione tra BIM e GIS è disponibile anche in Cloud. Ovvero, gli Ambienti di Condivisione dei Dati costruiti nella piattaforma Autodesk Construction Cloud (quella di Autodesk Docs, per intenderci), possono interagire con l’ambiente GIS di ESRI grazie ad ESRI GeoBIM.
A questo proposito, incorporo qui sotto il recentissimo Webinar del 23 giugno, tenuto congiuntamente da Autodesk ed ESRI proprio sul tema della collaborazione tra BIM e GIS e di GeoBIM.
Nella prima parta, a cura dell’ottimo Salvatore Macrì, Solutions Engineer presso Autodesk, potrai vedere le potenzialità di collaborazione dell’ambiente Autodesk con quello GIS, mentre nella seconda Mariafrancesca Carrieri di ESRI ti presenta ESRI GeoBIM.
In One Team siamo stati i primi a credere nell’integrazione tra BIM e GIS. parlane con noi, con un clic quio sull’immagine qui sopra
Autodesk Forma è un’applicazione cloud, basata sull’intelligenza artificiale, che aiuta architetti, urbanisti e sviluppatori immobiliari nella fase di pre-progettazione e progettazione concettuale. Permette di creare progetti geolocalizzati con dati reali, modellare in 3D e analizzare l’impatto ambientale di un progetto. È disponibile come parte della AEC Collection o come abbonamento singolo.
Ora, per ricreare il contesto territoriale del progetto, puoi utilizzare i dati GIS disponibili in ArcGIS Online.
Infine non va dimenticato il nostro Geomaster, la Soluzione Web GIS di One Team,ora disponibile anche nel MarketplaceEsri,che consente ai nostri utenti di creare e pubblicare online mappe GIS Web, in pochi minuti, potendo amministrare contenuti, funzionalità e permessi di accesso.
Geomaster è attrezzato per l’interazione BIM-GIS: Abbiamo infatti sviluppato un widget che consente di interrogare uno o più modelli, sezionarli e misurarli, in aggiunta alla possibilità di fare ricerche per attributo.
Se stai già usando l’ultima versione di Autodesk Civil 3D, la 2026, ti sarai accorto che il Country Kit italiano è già disponibile dal 14 maggio, come ho annunciato qui.
Ma Autodesk ha in serbo molte novità interessanti per questo Country Kit.
L’ebook è il frutto del lavoro, durato un anno, del Gruppo di lavoro BIM e GIS di AssoBIM, che ho il piacere e l’onore di coordinare.
Siamo convinti che l’informazione GIS può fornire un contributo importante al processo BIM.
L’ebook contiene Quarantadue pagine ricche di informazioni utilissime per per accompagnare gli operatori BIM alla scoperta del patrimonio informativo GIS.
Vengono spiegate le tipologie dei dati GIS, la loro crescente disponibilità nei Geoportali italiani, grazie alle licenze Open, quali sono le tecnologie GIS e quali applicazioni BIM sono in grado di utilizzare dati GIS, e soprattutto in che modo GIS e BIM possono divenire interoperabili.
In allegato, un utilissimo catalogo delle banche dati GIS Open disponibili in Italia, con tutti i link per accedere a questa miniera di dati.
l titolo di questo articolo ti può sembrare sbagliato.
Ma come è possibile, le infrastrutture lineari BIM non si progettano con Revit…
E’ capitato anche a me di doverlo sottolineare, soprattutto anni fa, quando Revit era sinonimo di BIM, quindi alcuni utenti alle prime armi pensavano che potesse progettare di tutto, anche strade, ferrovie, ponti, tunnel.
Perchè non conoscevano Civil 3D ed InfraWorks, le applicazioni BIM dedicate, che gestiscono i modelli del BIM orizzontale e, nel caso di Civil 3D, gestiscono anche la normativa per strade e ferrovie.
Eppure esistono dei casi in cui è opportuno gestire le infrastrutture anche con Revit, soprattutto nel caso di ponti e tunnel, ed il trasferimento dei modelli da Civil 3D ed InfraWorks può non bastare.
Bene, allora, cosa ne dici di portare in Revit infrastrutture lineari, con l’aggiunta di elementi non lineari come impianti, strutture, illuminazione e segnaletica, a partire da un semplice foglio di calcolo, magari creato proprio dai modelli di Civil 3D ed InfraWorks?
Ti presento alloraInfrastructure Kit for Revit, uno degli applicativi sviluppati da One Team, che ti permette di ottenere questo importante risultato.
Per una descrizione completa lascio la parola al collega Manuele Cassano, che in questo video ti spiega come funziona.
Lunedì 23 giugno, alle ore 11.00 avrai l’occasione di scoprire come le tecnologie Autodesk per la progettazione come Civil 3D ed InfraWorks siano direttamente collegate ad ArcGIS Online di Esri e come la piattaforma GeoBIM di Esri consenta di gestire in un unico ambiente, cartografia, modelli BIM e dati connessi nell’Ambiente di Condivisione dei Dati.
Ne approfitto per segnalarti che è già disponibile la registrazione dell’incontro del 6 maggio, dedicato alla modellazione di ponti e strade,che ti avevo annunciato qui,
Te ne ho già parlato a partire da gennaio, quando venne rilasciata per due mesi sul sito UNI, per l’Inchiesta Pubblica Finale, ovvero per raccogliere commenti ed osservazioni dagli operatori del settore.
Ecco i miei i miei articoli, che hanno affrontato alcuni aspetti di questa norma importante, per il momento nella versione provvisoria pubblicata in gennaio:
In 2 milioni di euro la soglia che entrerà in vigore dal 1^ gennaio 2025 per l’utilizzo obbligatorio del BIM (metodi e strumenti di gestione informativa digitale) nella progettazione e realizzazione di di lavori di nuova costruzione e per gli interventi su costruzioni esistenti.
Che la stessa soglia viene modificata a 5,538 milioni di euro (corrispondente alla soglia di rilevanza comunitaria), per la progettazione e realizzazione di interventi che riguardano i beni culturali.
Queste soglie andranno calcolate sulla base della stima parametrica del valore del progetto. Se vuoi saperne di più sulla stima parametrica leggi qui.
Il valore stimato andrà indicato nel DocFAP (Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali) e successivamente nel DIP (Documento di Indirizzo della Progettazione).
Bene, ma cosa succede se un progetto è stato avviato prima del 31 dicembre 2024?
Bisogna rifarlo in BIM?
Non è detto.
Ci sono infatti delle eccezioni: finora, il criterio utile per ottenere la deroga all’obbligo del BIM era considerata la data di approvazione del DocFAP, il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali.
Ovvero, si pensava che se il DocFAP è stato approvato prima del 31 dicembre 2024, allora è possibile procedere senza considerare l’obbligo del BIM sopra i 2 milioni di euro. Purché naturalmente l’importo sia inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria, pari a 5,538 milioni di euro, scattata l’1 gennaio 2023.
Come sembrava essere previsto dal Comma 2 Art.225-bis: (Transitorio) del Codice dei Contratti Pubblici (Decreto Legislativo 31 marzo 2023 n. 36), come modificato dal Correttivo di cui sopra.
Invece non è così.
Per fare chiarezza, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (MIT per gli amici) ha espresso due pareri giuridici, il n. 3416 del 13 maggio 2025 ed il n. 3353 del 3 aprile 2025, dove ha stabilito che il criterio determinante è la data di programmazione dell’intervento.
Ovvero, se anche un intervento vede sia il DocFAP che la copertura finanziaria approvati prima del 31 dicembre 2024, ma l’intervento non è stato ancora inserito nella programmazione, allora il bando di gara BIM è obbligatorio.
Come vedi, si tratta di un’interpretazione più restrittiva, che sono sicuro spingerà molte Stazioni Appaltanti a correre ai ripari.
Naturalmente, per emettere il bando di gara BIM non occorre rifare l’intero progetto.
Basta predisporre i documenti che gestiscono la parte di gestione informativa digitale, in particolare il Capitolato Informativo.
E poi, naturalmente:
Predisporre un Atto organizzativo che stabilisce gli standard e le linee guida nella gestione delle informazioni digitali
Formare e nominare il Gestore dei processi digitali (BIM Manager), il Gestore dell’Ambiente di Condivisione dei Dati (CDE Manager) ed il Coordinatore dei flussi informativi (BIM Coordinator).
Attrezzarsi per ottenere pareri competenti per la valutazione delle Offerte di Gestione Informativa e del successivo Piano di Gestione Informativa e la loro verifica di corrispondenza con il Capitolato Informativo.
Predisporre l’Ambiente di Condivisione dei Dati (ACDat).
Noi, naturalmente, siamo qui per questo, e disponiamo di un metodo consolidato per gli enti e le aziende che desiderano adottare il BIM.
Frutto dei contributi raccolti dal Gruppo di lavoro BIM e GIS di AssoBIM, che ho il piacere e l’onore di coordinare.
Ringrazio caldamente tutti i partecipanti che hanno fornito il loro contributo.
L’informazione GIS può fornire un contributo importante al processo BIM.
L’ebook contiene Quarantadue pagine ricche di informazioni utilissime per per accompagnare gli operatori BIM alla scoperta del patrimonio informativo GIS.
Vengono spiegate le tipologie dei dati GIS, la loro crescente disponibilità nei Geoportali italiani, grazie alle licenze Open, quali sono le tecnologie GIS e quali applicazioni BIM sono in grado di utilizzare dati GIS, e soprattutto in che modo GIS e BIM possono divenire interoperabili.
In allegato, un utilissimo catalogo delle banche dati GIS Open disponibili in Italia, con tutti i link per accedere a questa miniera di dati.
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