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Sono felice di dare il benvenuto a questa nuova figura professionale BIM! Che come puoi immaginare, riguarda molto, ma molto da vicino i temi che tratto in questo Blog 😉 L’aspettavamo da tempo: infatti, la …
Sono lieto di invitarti a questo importante evento, che abbiamo organizzato con ANBI nazionale e Servizi a rete: Il futuro dei Consorzi di Bonifica: digitalizzazione delle infrastrutture per una gestione sostenibile della risorsa idrica Si …
I miei ottimi colleghi Pietro Spreafico e Marco Mogliotti, durante il nostro User Meeting del 24 settembre racconteranno come Autodesk Forma Take Off insieme ad EC3 trasformano un modello stradale in un strumento di carbon …
Il 24 settembre a Milano si terrà lo User Meeting di One Team (20^ edizione!). Questo evento rappresenta un’occasione unica per aggiornarsi sulle novità, sia normative che tecnologiche nei settori BIM e GIS, e per …
A Manhattan, basta visitare l’angolo della Bowery con la East Houston Street per rendersi conto delle difficoltà da superare per costruire, in questa zona, di una nuova condotta per l’acqua.
Strade molto trafficate, sotto il manto stradale fognature, reti del gas, elettriche e di telecomunicazione, infine a soli 8 metri di profondità la metropolitana. Una densità di sottoservizi tra le più alte al mondo, e proprio qui si è reso necessario aggiungere una nuova condotta principale per l’acqua: come infilare un ago nel sottosuolo.
Il progetto, realizzato da Stantec, è iniziato raccogliendo tutte le informazioni cartografichesui sottoservizi, spesso disponibili solo su carta. Grazie ad AutoCAD è stato possibile digitalizzare velocemente tutte le informazioni in 2D.
Su questa base digitale, grazie ad AutoCAD Civil 3D, è stato costruito il modello 3D di tutti i sottoservizi. Questo è stato possibile in tempi ridotti grazie alla disponibilità di una ricca libreria parametrica di oggetti intelligenti e personalizzabili, che rappresentano sezioni di tubo, valvole, tombini e camerette. La libreria è stata arricchita nel corso del lavoro ed ora è disponibile per i progetti futuri.
Una volta costruito il modello 3D dell’esistente, è stato possibile progettare la nuova condotta in modo da minimizzare le interferenze con le reti esistenti. Inoltre la creazione dei profili è avvenuta in modo automatico e dinamico, vista la possibilità di aggiornamento ad ogni modifica nel tracciato della rete. Questo ha ridotto fortemente i tempi necessari per la realizzazione degli esecutivi.
Infine, grazie ad Autodesk NavisWorks Simulate, il modello 3D è stato presentarlo al cliente in tempo reale, analizzando le possibili alternative. Tra tutte le alternative, è stato possibile scegliere quelle meno dirompenti per le reti esistenti. Naturalmente questa scelta ha reso più veloce la realizzazione della condotta, minimizzando i costi ed disagi per il traffico.
Visto che siamo su questo argomento, ecco i filmati disponibili su YouTube di altri due casi interessanti di progettazione di reti tecnologiche con la tecnologia BIM di Autodesk.
Il “Purple Pipe Project” uno sviluppo di ben 5 miglia di acquedotto negli Stati Uniti. Sono stati utilizzati AutoCAD Map 3D, AutoCAD Civil 3D ed Infrastructure Modeler, ora ribattezzato InfraWorks.
Qui sotto invece il video di un altro progetto, questa volta di VTN Consulting. iniziato con il rilievo, basato su nuvole di punti da laser scanner, seguito dalla progettazione della rete sotterranea, in un modello di Città Digitale 3D, il controllo delle interferenze tra reti differenti. Segue la progettazione esecutiva e l’uso di strumenti di realtà aumentata.
L’Associazione OpenGeoData Italia, a cui mi onoro di appartenere, ha pubblicato il suo primo e-book. Il titolo è “Dati geografici aperti: istruzioni per l’uso“.
In 114 pagine, liberamente scaricabili e dense di contenuti trovi, dopo l’introduzione del Presidente Giovanni Biallo, ed un intervento dell’Agenzia per l’Italia Digitale, l’ente governativo in prima linea sul tema dell’Open Data, una selezione delle più interessanti esperienze di pubblicazione di dati.
Questo seminario ha presentato dal vivo la soluzione che la Pubblica Amministrazione può adottare per la gestione del patrimonio immobiliare.
Da una parte la geolocalizzazione degli edifici, grazie ad AutoCAD Map 3D ed al nuovo stupendo Autodesk InfraWorks, dall’altra la loro gestione con gli strumenti BIM, come Autodesk Revit, presentati dal mio ottimo collega Cesare Caoduro.
Possiedi AutoCAD Map 3D oppure AutoCAD Civil 3D con contratto di Subscription?
Bene, ora hai la possibilità, entro il 15 luglio di migrare gratuitamente il tuo contratto di Subscription alla soluzione complessiva, chiamata Autodesk Infrastructure Design Suite. Te ne avevo scritto qui.
Ovviamente la migrazione comporta un aumento del canone di abbonamento, ma solo al termine del periodo già in essere. E poi l’aumento, per chi usa AutoCAD Map 3D è di poche decine di euro, mentre per chi usa AutoCAD Civil 3D è di qualche centinaio, ma hai visto quanto software in più permette di utilizzare.
Ricordati: l’offerta va accettata entro il 15 di luglio, seguendo le istruzioni di una email che Autodesk ha inviato ai responsabili del contratto Subscription intorno al 18 giugno. Oppure chiama il tuo rivenditore per informazioni.
Quando mi capita di spiegare la tecnologia di ReCap Photo, che ti ho presentato in questo articolo, mi trovo spesso di fronte ad un certo scetticismo.
Molti pensano che non sia possibile ottenere risultati professionali a partire da semplici fotografie. Altri sono convinti che si possano riprodurre oggetti solo di dimensione limitata, diciamo dalle statue agli edifici. Per non parlare di chi ritiene che tutto funzioni bene solo con i dati di prova forniti da Autodesk. 🙂
Bene, eccoti in questo articolo delle immagini che smentiscono tutte queste convinzioni.
Grazie a Massimiliano Papa che ha gentilmente condiviso con me il modello che vedi nelle immagini di questo articolo.
In sostanza Massimiliano ha caricato sul portale Autodesk 360 le fotografie ottenute grazie ad un semplice drone, un aeromobile telecomandato, i cui costi sono notevolmente inferiori a quelli di un aereo o di un elicottero, poi ha utilizzato il servizio cloud ReCap Photo, disponibile sullo stesso portale in versione di prova.,
Dalle 72 foto caricate, ReCap Photo ha ricostruito la mesh della cava. Questa è visualizzabile già sul portale, ed una volta scaricata può essere utilizzata in tutti i software Autodesk, dai nostri preferiti come AutoCAD, AutoCAD Map 3D, AutoCAD Civil 3D, l’innovativo Autodesk InfraWorks, fino ad Autodesk Revit ed Autodesk NavisWorks.
Bene, allora di nuovo: provare per credere!
GimmiGIS
E’ con grande piacere che ti presento il nuovo WebSIT del Comune di Siracusa. Grazie Giovanni Pusello di Sigma Progetti per la segnalazione!
Il nuovo sito WebSIT, ovvero Sistema Informativo Territoriale sul Web, noto anche con l’acronimo inglese WebGIS, nasce nell’ambito del nodo comunale di Siracusa del SITR (Sistema Informativo Territoriale Regionale), costituito in seguito ad un protocollo stipulato con l’Amministrazione Regionale (Sicilia) e grazie al “Progetto cofinanziato dall’Unione Europea – POR Sicilia 2000-2006 – Misura 5.05” che ha permesso all’Amministrazione Comunale di realizzare un ufficio SIT a costo zero, con attrezzature sia software che hardware all’avanguardia, con personale opportunamente formato , ove riversare tutto quanto è stato realizzato, e la sua implementazione per una accessibilità da tutti settori dell’Amministrazione.
Ho visitato il sito e l’ho trovato davvero ben realizzato. Veloce ed intuitivo grazie ai comandi ben descritti in italiano. Il sito inizialmente mostra solo i confini delle circoscrizioni e la griglia delle sezioni della CTR, quindi conviene, per chi è straniero come me e purtroppo non conosce bene questa magnifica città, aprire sulla destra la scheda della legenda ed attivare qualche layer di cartografia di base per orientarsi prima di scegliere gli strumenti di zoom per portarsi nella zona da consultare.
Una volta effettuato uno zoom, è molto utile tenere d’occhio la Overview Map sulla destra, che rappresenta in rosso l’area che stiamo osservando nei confronti della mappa generale del Comune.
La legenda del sito è molto ricca: contiene le ortofoto, il Piano Regolatore Generale, il catasto, i numeri civici, la carta tecnica regionale, fino a dati di protezione civile e telefonia mobile ed ai servizi esterni caricati dal sito regionale via WMS. Inoltre la selezione degli elementi catastali (particelle e fabbricati) porta correttamente all’individuazione di foglio, particella ed allegato, nella scheda selection.
Sicuramente utile la possibilità di stampare una mappa direttamente dal WebSIT: bastano poche opzioni semplici per ottenere il risultato, salvarlo in PDF e stamparlo.
Insomma, un ottimo risultato, contando che è alla sua prima pubblicazione e con il passare del tempo potrà essere migliorato ed arricchito.
Infine mi informano che sono già al lavoro per la pubblicazione in formato aperto del 90% dei dati con il metadato relativo e quanto serve. (OpenGeoData!). Inoltre è in preparazione anche la pubblicazione secondo gli standard WMS e WFS, nonché la versione mobile. Buon lavoro!
Questo WebSIT è stato realizzato con Infrastructure Map Server, per gli amici IMS.
Se ti interessa approfondire puoi leggere questi altri miei articoli:
Questo seminario ha presentato dal vivo i software per le Pubbliche Amministrazioni, in particolare AutoCAD Map 3D, Autodesk Raster Design ed il nuovo ed intrigante Autodesk InfraWorks, che ti permette di usare i dati GIS in 3D, per ricostruire le Città Digitali e per la valutazione di impatto ambientale.
Penso potranno essere di grande utilità per affrontarele due grandi sfide, quella economica e quella ambientale. Per entrambe la pianificazione del territorio può portare a grandi benefici: la riduzione del consumo di territorio, la valutazione di impatto ambientale di nuove opere, la riduzione degli sprechi e l’uso ottimale degli spazi, la crescita di città sempre più smart.
Al termine del seminario, l’illustrazione delle offerte che Autodesk ha dedicato alle Pubbliche Amministrazioni, sia i vantaggi economici nell’acquisto di nuove licenze, sia la migrazione gratuita da AutoCAD Map 3D alla Infrastructure Design Suite, da accettare entro il 15 luglio!
INSPIRE è la Direttiva Europea entrata in vigore nel 2007, che istituisce l’infrastruttura per l’informazione territoriale della Comunità europea. L’acronimo INSPIRE, infatti, sta per Infrastructure for Spatial Information in Europe.
Uno degli obiettivi principali dell’Infrastruttura è quello di rendere disponibili sul Web dati geografici di qualità elevata, metadati e servizi per favorire la corretta elaborazione delle politiche comunitarie e della loro attuazione negli Stati membri . Naturalmente, per raggiungere questo obiettivo è necessario che ogni Stato (in Italia la competenza è delle Regioni) renda disponibile la propria Infrastruttura di Dati Territoriali, che costituirà un nodo della più generale infrastruttura europea. Perché i dati geografici resi disponibili siano interoperabili è necessario rispettino gli standard internazionali.
Insomma, stiamo parlando di una infrastruttura che può permettere grandi passi avanti per le tecnologie ed i software GIS, grazie ai dati geografici che metterà a disposizione: dai nomi geografici (toponimi) alle unità amministrative, dagli indirizzi alle particelle catastali, e poi reti di trasporto, idrografia, siti protetti, sistemi di coordinate e sistemi di griglie geografiche e così via.
Autodesk sarà presente all’ingresso della sala conferenze, con un suo stand dal 25 al 27 giugno, dove sarà lieta di ricevere la visita dei partecipanti, per illustrare le potenzialità dei suoi software in ambito GIS e Infrastrutture.
Eccoci finalmente ad affrontare quello che, secondo me, rappresenta il prodotto più innovativo ed interessante di tutta la linea Autodesk 2014. Autodesk InfraWorks 2014, già noto come Infrastructure Modeler e prima ancora come Progetto Galileo.
Può sembrare esagerato, ma nella mia lunga carriera 🙂 non mi era mai capitato, prima, di vedere un software crescere così rapidamente, e soprattutto raggiungere dei risultati veramente efficaci, che solo poco tempo fa erano considerati irraggiungibili.
InfraWorks, infatti, unisce molte delle migliori tecnologie Autodesk.
A partire da quella GIS (la tecnologia FDO di AutoCAD Map 3D, per intenderci) a quella BIM per la progettazione (da AutoCAD Civil 3D); dalle migliori tecniche per creare rendering e filmati (da 3ds Max Design), fino alla pubblicazione via Web, che finora avevamo conosciuto solo con il vecchio MapGuide, ora Infrastructure Map Server… Ma in 3 dimensioni, questa volta! Ed infine i nuovi servizi Cloud, che permettono di condividere i dati a distanza e di delegare i calcoli più impegnativi a server remoti.
Bene cominciamo con le funzionalità più importanti.
Prima di tutto, la capacità di caricare e visualizzare velocemente, ed in modo molto efficace dati GIS impegnativi, come spesso sono i modelli digitali di elevazione, piuttosto che le ortofoto e perfino le nuvole di punti da laser scanner ed i modelli nel formato Open CityGML.
DEM ed Ortofoto (OpenGeoData italiani) in InfraWorks
Nuvola di punti da laser scanner in InfraWorks
Ma questo è solo l’inizio. InfraWorks offre la possibilità di ricostruire facilmente il planivolumetrico 3D a partire dai semplici poligoni di una carta tecnica, e di assegnare ai volumi altezze, colori, stili di facciate, pendenze del tetto e così via. Allo stesso modo, semplici linee, grazie all’assegnazione dello stile diventano strade e ferrovie. In questo modo è possibile ricostruire facilmente le Città Digitali 3D e l’ambiente naturale: finalmente con i dati GIS, che prima usavamo solo con AutoCAD Map 3D, si passa al 3D.
Planivolumetrico e ferrovia da carta tecnica regionale in InfraWorks
InfraWorks non è, in realtà, un semplice GIS 3D. Infatti ai dati GIS aggiunge quelli di progettazione BIM, grazie alla piena integrazione con i software di progettazione civile (AutoCAD Civil 3D, per intenderci) e di progettazione architettonica, strutturale e di impianti (Autodesk Revit per intenderci).
Puoi creare, sullo stesso modello di base, più alternative di progetto, per valutare le diverse ipotesi e condividere i modelli ed i progetti sul Web, per collaborare a distanza con altri progettisti..
Progetto architettonico da Autodesk Revit ambientato con strada ed alberi in InfraWorks
Ma InfraWorks non usa solo dati già preparati da altre applicazioni:permette anche di progettare. E qui viene il bello: in un ambiente pienamente tridimensionale e facile da usare grazie ad una interfaccia evoluta ed a grips 3D di tipo intuitivo, puoi disegnare il tuo edificio, la tua strada, la tua rete di condotte (sì, anche sottoterra). Per quanto riguarda le strade, InfraWorks ha ereditato alcune funzioni dal suo fratello maggiore, AutoCAD Civil 3D.
Progettazione preliminare di strade in InfraWorks
Qui sotto un breve video che mostra come è facile progettare una nuova strada, e modificarne l’andamento plani-altimetrico con InfraWorks
Nota che sono disponibili altri 24 video, dico 24 per apprendere l’uso di Autodesk InfraWorks nel canale YouTube ADSK Tech for Infrastructure qui.
Bene, sarebbe già un software fantastico così, ma è nella presentazione dei risultati che diventa geniale.
Basta carta, (a quella pensa AutoCAD Civil 3D), i progetti si presentano grazie ad immagini (rendering), filmati e pubblicazione sul Web e sui dispositivi mobili, perbacco.
Prima di tutto hai uno strumento di calcolo dinamico delle ombre facile e velocissimo, per impostare la posizione del sole. Inoltre puoi creare u tuoi rendering molto velocemente, di cui salvare l’immagine.
Finestra di Rendering di InfraWorks
Inoltre, grazie allo Storyboard, puoi creare facilmente filmati di presentazione del modello e delle alternative di progetto, delle strade che hai abbozzato. I filmati possono contenere titoli e didascalie esplicative.
Infine, grazie al servizio Cloud InfraWorks 360, hai la possibilità di pubblicare sul web e sui dispositivi mobili come gli iPad i tuoi modelli, le alternative di progetto ed i filmati, per premettere a tutti i portatori di interesse (dai committenti agli enti preposti alle autorizzazioni, fino ai cittadini coinvolti) di osservare, ruotare, zoomare e valutare.
Pubblicazione sul Web grazie ad InfraWorks 360
Puoi acquistare Autodesk Infraworks 2014 come prodotto autonomo con licenza singola o di rete, ma è molto conveniente acquistarlo all’interno della nuova Autodesk Infrastructure Design Suite Premium, che contiene molti altri software correlati come AutoCAD Map 3D ed AutoCAD Civil 3D, oppure nella Ultimate, che aggiunge ad Infraworks il potente modulo Roads and Highways per la progettazione di strade ed autostrade.
Ma non solo: InfraWorks è contenuto anche nella Autodesk Building Design Suite Ultimate.
Scarica qui la versione di prova di InfraWorks (attenzione: solo per sistemi operativi a 64 bit). Funzionerà pienamente per 30 giorni, permettendoti di provare tutte le sue funzionalità.
La rivista GEOmedia ha deciso di rilasciare online il suo ultimo numero, intitolato “Welcome to INSPIRE”, dedicato a contributi, molto interessanti, che hanno come tema conduttore gli standard europei.
Quest’anno, infatti,l’annuale conferenza INSPIRE, intitolata “The Green Renaissance” si terrà in Italia, per l’esattezza a Firenze, dal 25 al 27 giugno.
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