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Questa norma, va a sostituire la Prassi di riferimento 74 del 2019, utilizzata finora in modo sperimentale.
Quindi, gli studi di progettazione, le stazioni appaltanti e quanti sono coinvolti nel processo di progettazione, costruzione e gestione delle costruzioni potranno certificarsi BIM.
Un po’ come avviene per le figure professionali (BIM Manager e così via) in base alla parte 7 della stessa norma UNI.
Bene, sono convinto che questo rilascio avrà ricadute positive sull’intera filiera BIM.
Già da tempo sono certificatore BIM per le figure professionali, potrebbe essere interessante seguire questa nuova strada…
Come ti ho già scritto qui, da tempo mi capita di lavorare molto con enti e aziende che si occupano di acqua.
Tema estremamente interessante, visto che questi enti sono in prima linea nell’introduzione della Gestione Informativa Digitale, nota come BIM, e di fronte al cambiamento climatico in corso.
Abbiamo ottenuto riposte da 98persone tra progettisti, dirigenti, RUP, IT Manager, disegnatori, operatori CAD e GIS, addetti alle gare ed agli appalti.
Grazie a queste risposte abbiamo ricostruito lo stato attuale della digitalizzazione ed il loro atteggiamento verso l’innovazione e soprattutto l’introduzione dei nuovi strumenti di gestione digitale richiesti dal Codice dei contratti.
L’incontro online, infatti presenterà le esperienze di One Team nel supporto dei Consorzi di Bonifica nell’adozione della Gestione Informativa Digitale e delle tecnologie BIM e GIS, grazie anche alla formazione accreditata SNA.
Sì, perchè One Team ha ottenuto l’accreditamento SNA e quindi può fornire corsi di formazione utili al raggiungimento della certificazione delle Stazioni Appaltanti.
Ma perchè abbiamo realizzato questi sondaggi?
Il metodo One Team per il supporto all’adozione della Gestione Informativa Digitale presso aziende ed enti pubblici prevede come primo passo un’analisi, rivolta a:
Raccogliere le informazioni necessarie per gli adempimenti richiesti dal Codice dei contratti: piano di formazione, piano di adeguamento hardware e software, atto organizzativo, Linee Guida BIM.
Orientare i passaggi successivi, che vedi nella figura sottostante, in modo che siano costruiti su misura sulle esigenze dell’ente, e quindi siano il più efficaci possibile.
Bene, il primo passo della fase di analisi consiste proprio in un sondaggio, sottoposto ai collaboratori dell’ente per ottenere una fotografia oggettiva dello stato di fatto della gestione delle informazioni digitali e dell’atteggiamento verso l’innovazione.
Se ti interessano i risultati, non i resta che iscriverti all’appuntamento del 23 aprile:
Ieri, 2 aprile, è stato rilasciato Autodesk Civil 3D 2027: lo puoi già scaricare dal tuo Autodesk Account.
Numerose le novità per la colonna portante del BIM per le infrastrutture, ecco le principali:
Anteprima tecnica di Autodesk Assistant: cosa ne diresti di comandare Civil 3D da un prompt, in linguaggio naturale? Un po’ come stai già provando a fare con le varie Intelligenze Artificiali? Non ci siamo ancora, ma questa anteprima va in questa direzione. Per ora puoi comandare selezioni, interrogazioni ed analisi sugli oggetti e sui modelli. Maggiori informazioni qui.
Miglioramenti nell’analisi e progettazione idraulica: nuova utilità per la creazione di canali e per l’analisi dei drenaggi, supporto alle condotte con sezioni non circolari e molto altro ancora. Maggiori informazioni qui.
Anteprima tecnica linea caratteristica per le scarpate: migliorata l’interfaccia per la definizione delle linee caratteristiche, soprattutto nel caso di progettazione di vasche e serbatoi.
Migliore connessione a Forma Data Management (già noto come Autodesk Docs, come ti ho spiegato qui). Ora puoi pubblicare direttamente le tavole di stampa, tenere traccia delle attività, gestire e pubblicare i file di supporto ed i riferimenti esterni connessi al Dwg principale. Inoltre, le licenze singole di Civil 3D ora comprendono una licenza di Forma Data Management Essentials.,
Analisi di regressione orizzontale per la ricostruzione di tracciati stradali e ferroviari a partire dai rilievi, con supporto di AI per la scelta del migliore algoritmo. Maggiori informazioni qui.
Altre novità riguardano Dynamo per Civil 3D, i ponti, la tassellazione delle spirali.
Bene, ora attendiamo che venga rilasciato il Country Kit italiano per Civil 3D 2027, che è molto importante per completare le sue funzionalità per l’Italia: naturalmente, ti informerò appena sarà disponibile.
Come ti avevo accennato qui, da tempo stiamo lavorando molto con enti e aziende che si occupano di acqua, ed in particolare con i Consorzi di Bonifica.
Si tratta di enti che svolgono un ruolo sempre più decisivo, di fronte alle sfide crescenti imposte dal cambiamento climatico.
Enti impegnati nella transizione digitale e nell’adozione della Gestione Informativa Digitale (BIM) richiesta dal Codice dei contratti pubblici, che può rappresentare una grande occasione di crescita.
Le tecnologie BIM e GIS per la pianificazione, la progettazione e la simulazione permettono di aumentare l’efficienza, ridurre i costi e mitigare i rischi, e quindi supportare le decisioni con strumenti più efficaci.
Abbiamo pensato fosse utile organizzare un appuntamento online in cui presentarti le nostre esperienze di supporto di numerosi Consorzi di Bonifica nell’adozione della Gestione Informativa Digitale e delle tecnologie BIM e GIS, grazie anche alla formazione accreditata SNA.
Relatori:
Giovanni Perego, architetto, BIM Manager e autore di questo blog.
Damiano Montrasio, Project Manager e Analista GIS Senior
Nella splendida cornice dell’università Federico II, un’occasione unica per confrontarsi su come il BIM stia trasformando il settore delle costruzioni, alla luce del nuovo Codice dei Contratti Pubblici e della spinta verso la Gestione Informativa Digitale.
L’evento vedrà la partecipazione di importanti realtà istituzionali del territorio, tra cui Città Metropolitana di Napoli e Comune di San Giuseppe Vesuviano, protagoniste di numerose iniziative legate alla trasformazione digitale della pubblica amministrazione.
Il programma prevede interventi dedicati a diversi temi chiave: dall’adozione del BIM nelle grandi pubbliche amministrazioni, ai progetti ferroviari legati a PNRR e all’alta velocità, fino allo sviluppo delle smart roads e alla gestione digitale delle città, con la partecipazione di FS Engineering (ex Italferr) e di ANAS.
Non mancherà, poi, uno sguardo ai grandi eventi internazionali, che sempre più spesso fanno ricorso all’utilizzo integrato di piattaforme BIM-GIS.
La durata è prevista dalle 9.00 alle 13.00 con un light lunch offerto al termine.
Sono previsti 3 CFP per gli iscritti all’ordine degli ingegneri.
Cosa aspetti? La partecipazione è gratuita, ma è obbligatorio iscriversi:
Lo so è un titolo lungo ma pesato parola per parola per essere il più chiaro possibile. 🙂
Penso infatti che tra i modelli BIM è ora di considerare attentamente anche il modello del territorio per inserire il progetto nel contesto, che, naturalmente, deve essere tridimensionale e realistico.
Anche grazie alla disponibilità di dati GIS con licenza Open, che va crescendo rapidamente anche in Italia.
Grazie a questi dati, ed alle applicazioni BIM che riconoscono il dato GIS, è possibile ricostruire facilmente questi modelli, che possono dare un ottimo contributo alla progettazione BIM.
Questo Webinar illustrerà, con un esempio concreto, quali dati GIS utilizzare, la procedura e le applicazioni BIM che permettono di ottenere questo risultato.
Quindi è iniziata con la consultazione pubblica sulla bozza di revisione di alcune parti della norma, chiamata Draft International Standard (DIS).
Trovi le bozze sul sito ISO, cercando ISO 19650 DIS.
Questa bozza ora è sottoposta ai commenti ed alle opinioni degli operatori del settore AEC (Architettura, Ingegneria e Costruzioni).
Quindi, calma e gesso, per ora non è cambiato nulla. 🙂
La norma attuale resta pienamente in vigore, fin quando non si completerà la procedura di revisione, presumibilmente verso la fine di quest’anno.
Ma dall’altra parte dobbiamo prepararci al cambiamento.
Ecco una sintesi delle principali proposte di cambiamento (la traduzione è mia) da questo sito di riferimento.
Dal BIM all’Information Management (From BIM to Information Management) La bozza sposta l’attenzione dal BIM come modellazione ad una gestione strutturata delle informazioni attraverso l’intero ciclo di vita dell’asset. Questo non vuol dire che il termine BIM non venga più utilizzato, anzi.
Integrazione del ciclo di vita (Lifecycle Integration) Si prevede un maggiore allineamento delle fasi di consegna e di gestione incoraggiando i team di lavoro a considerare le operazioni di gestione fin dall’inizio del progetto
Aggiornamenti alla terminologia Diversi termini noti della norma potranno essere modificati, come ad esempio: • EIR → Information Production Requirement (IPR) • BEP → Information Production Plan (IPP) • TIDP / MIDP → Information Production Schedule (IPS) • BIM → Information Management (IM)
Processi semplificati di gestione dell’informazione (Simplified Information Management Processes) La proposta di revisione contiene un processo unificato tra consegna e gestione per facilitare l’adozione e migliorare la coerenza in tutto il settore.
Mi viene in mente il termine utilizzato dal nostro Codice dei contratti pubblici del 2023 (D.Lgs. 36/2023): Gestione Informativa Digitale. Aveva già fatto questo passo avanti, rispetto al termine BIM.
Del resto quella B di Building, a noi che ci occupiamo di infrastrutture, e magari anche di GIS aveva sempre dato un poco fastidio, no?
Bene, non ci resta che tenere d’occhio il dibattito sulle ISO 19650 DIS.
Intanto non posso che ricordarti il nostro metodo per l’adozione del BIM (o IM?), illustrato nella figura seguente: con un clic sull’immagine puoi saperne di più.
L’organizzatore, naturalmente, è l’ottimo ing. Salvatore Macrì, Technical Sales Specialist di Autodesk, che presenta l’incontro in questo modo:
Usi Autodesk Civil 3D? Sei curioso di provarlo? Oppure pensi che non sia davvero adatto alla progettazione in Italia?
Hai mai sentito parlare del Country Kit Italiano di Civil 3D? Molti lo conoscono. Pochi lo sfruttano davvero al 100%!
31 marzo | ore 10:00 Torna il 12° appuntamento del GII – Gruppo Italiano Autodesk per le Infrastrutture, la comunità italiana dedicata a chi progetta infrastrutture con gli strumenti Autodesk.
Da tempo mi capita di lavorare molto con enti e aziende che si occupano di acqua.
Che siano consorzi di bonifica, piuttosto che aziende di gestione del ciclo integrato dell’acqua (acquedotti, reti fognarie ed impianti di depurazione), il tema dominante è quello dell’acqua e della digitalizzazione, ovvero dell’introduzione del BIM, o Gestione Informativa Digitale come lo chiama il Codice dei contratti pubblici.
Bene, per spiegarti come la vedo, ti metto a disposizione due video.
Una breve introduzione, con un’intervista sul tema durante la nostra BIM Conference dell’anno scorso:
Il secondo video contiene una presentazione che ho dedicato all’integrazione tra BIM e GIS per le risorse idriche, che mostra anche alcune applicazioni software BIM e GIS molto interessanti.
Se ti interessa, abbiamo disponibile un nuovo corso dedicato all’integrazione tra BIM e GIS:
Se sei un’azienda o un ente, soprattutto se sei stazione appaltante, puoi sceglierci per supportarti nell’adozione del BIM (o Gestione Informativa Digitale, come dice il Codice dei contratti pubblici).
Nel corso dei molti anni in cui facciamo questo mestiere, abbiamo sviluppato un metodo articolato in cinque fasi, illustrato nella figura seguente.
La sigla sta per Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture,
Nasce a partire dalla Direttiva Europea 2014/61/UE e dal Decreto Legislativo italiano n.33/2016, per costruire il catasto di tutte le infrastrutture fisiche presenti nel soprasuolo e sottosuolo del territorio nazionale.
L’obiettivo è sia di mettere ordine nelle infrastrutture, soprattutto quelle sepolte nel sottosuolo, sia di facilitare l’installazione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità promuovendo l’uso condiviso dell’infrastruttura fisica esistente.
Bene, per costruire questo catasto, sono chiamati a fornire i loro dati le amministrazioni pubbliche e gli operatori e gestori di reti di qualsiasi tipo.
Da quelle di approvvigionamento idrico a quelle di smaltimento delle acque, da quelle del gas agli oleodotti, dalle reti per la pubblica illuminazione al teleriscaldamento a quelle di telecomunicazione.
La consegna del dato, obbligatoria, deve essere effettuata per ogni aggiornamento della rete dal soggetto interessato direttamente sul sito di SINFI, a meno che non esista un catasto delle reti Regionale.
In particolare, regione Lombardia possiede un proprio catasto delle infrastrutture (Multiplan), che ha adottato nel 2020 le specifiche di consegna SINFI, così da prevedere un unico iter e modalità di consegna per gli operatori e gestori di rete della regione.
Naturalmente, il dato va consegnato in formato GIS, per l’esattezza in Shapefile e Dbf, seguendo le specifiche di compilazione degli attributi secondo anagrafiche predeterminate.
Gli shapefile, il cui template è differente in base alla rete di consegna, devono essere consegnati tenendo conto di diversi vincoli topologici, come l’assenza di geometrie multiparte o la presenza di un nodo all’estremità di ogni tratto.
Una volta che il dato viene consegnato al catasto è necessario che passi un processo di validazione, che controlla la correttezza delle informazioni geometriche e tabellari, oltre all’assenza di errori topologici.
Bene, visto che giustamente SINFI va alimentato con le dovute maniere, e che la conversione dei dati disponibili nel formato adatto può essere complessa, cosa ne dici di un software appositamente sviluppato per questo compito?
Si tratta di una soluzione che può essere installata su un PC o su un server e che lavora come servizio in background, producendo a cadenze regolari, decise dall’utente, un dato aggiornato secondo specifica SINFI e pronto da consegnare.
L’applicativo è in grado di elaborare dati derivanti da differenti origini: Shapefile, File Geodatabase o Geodatabase Enterprise.
ExportSINFI elabora, previa un’attività di analisi dei dati di input e di creazione di file di configurazione personalizzati sulle proprie esigenze, un file compresso contenente gli shapefile richiesti e modellati secondo specifica.
L’interfaccia intuitiva di ExportSINFI consiste in pannello di controllo utilizzabile dall’amministratore che permette la modifica delle impostazioni di funzionamento del processo di esportazione, oltre alla visualizzazione dello storico delle esportazioni e la schedulazione automatica delle esportazioni.
ExportSINFI utilizza le API di ESRI, ed è quindi necessario avere a disposizione una licenza di ArcGIS Pro installata sulla stessa macchina di lavoro.
PS: dal 19 marzo nella pagina dedicata puoi scaricare anche la Brochure:
In alternativa, naturalmente, offriamo uno specifico servizio di preparazione dati, che consiste nell’analisi della banca dati di partenza, nell’esportazione secondo specifica SINFI e nella consegna del dato convertito al cliente.
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