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Come ti ho annunciato qui, la bozza della nuova norma dedicata al BIM per le infrastrutture, è stata pubblicata sul sito UNI per l’Inchiesta Pubblica Finale in gennaio.
Mi fa piacere ricordare con One Teamha partecipato alla sua elaborazione fin dall’inizio.
Ho deciso di approfondire alcune parti importanti di questa nuova norma, anche per favorire il processo di partecipazione ed i commenti che puoi lasciare qui fino al 16 marzo.
Ma la relazione tra BIM per le infrastrutture e GIS non si esaurisce in un solo capitolo.
Infatti, il Capitolo 12, che tratta di Ruoli, responsabilità e processi decisionali, dedica un paragrafo all’Interazione tra le figure professionali coinvolte nei processi di gestione informativa digitale BIM e le figure professionali operanti nell’ambito GIS.
In One Team siamo stati i primi a credere nell’integrazione tra BIM e GIS. parlane con noi, con un clic qui o sull’immagine qui sopra
Naturalmente tutti conosciamo le quattro figure professionali BIM introdotte dalla parte 7 della UNI 11337: BIM Manager, BIM Coordinator, BIM Specialist e CDE Manager.
Meno conosciute, invece, le figure professionali GIS, che pure sono state definite nel 2018 e poi nel 2022, dalla parte 5 della norma UNI 11621: in particolare vengono citate GI Manager, GI Officer, GI Specialist e GeoData Scientist.
L’interazione tra le figure professionali BIM e le figure professionali GIS viene riassunta in una tabella e poi in uno schema dei flussi di lavoro molto interessanti, che trovate a pagina 34 e 35 della norma. (36 e 37 nel Pdf).
NB: non pubblico l’immagine, sia perchè la norma non è ancora definitiva, sia perchè una volta approvata sarà disponibile solo a pagamento. Fino al 16 marzo puoi scaricare la norma provvisoria e quindi trovare lo schema qui.
NB2: approfitto per informare che il Gruppo di lavoro che sta aggiornando la parte 7 della UNI 11337 sta riflettendo su di una nuova figura BIM che sappia gestire le relazioni con l’ambiente GIS. Ma per ora non vi è ancora nulla di definitivo.
Bene, la tabella e lo schema concludono l’intera norma.
Ma vale la pensa di approfondire altri temi: stay tuned!
Intanto, se ti interessa avviare un percorso di adozione del BIM, non è mai troppo tardi per cominciare!
Si terrà la mattina di martedì 25 marzo 2025, presso la sede di Assimpredil Ance in Via S. Maurilio 21.
L’entrata a regime del Nuovo Codice dei Contratti Pubblici rende obbligatoria l’adozione del BIM nei processi progettuali, offrendo opportunità e sfide per il settore pubblico e privato, prevalentemente dal punto di vista delle imprese di costruzioni. Inoltre, nuove linee guida per l’implementazione del BIM nelle Pubbliche Amministrazioni sono in fase di definizione, aprendo nuove prospettive per l’innovazione normativa e operativa, con un occhio di riguardo verso le nuove tecnologie emergenti
Naturalmente sarò presente, con un intervento dedicato a:
BIM e GIS per la sostenibilità delle risorse idriche e la salvaguardia del territorio
È previsto il rilascio di 4 CFP per gli architetti.
09.30 | Benvenuto e inizio lavori | Andrea Perego, One Team
09.45 | Attualità: normativa e sostenibilità (PA e Imprese di costruzione) Riccardo Perego, One Team
10.00 | Case History Andrea Vanossi, CMB Building Innovation Iskandar Cabrera, RENCO Sara Ferrari e Erica Bergamini, HERA FM Luca Masiello, I.T.I Impresa Generale Dalla modellazione 3D alla gestione digitale del cantiere, Pietro Andrianopoli, Gualini
11.00 | Break
11.15 | BIM e GIS per la sostenibilità delle risorse idriche e la salvaguardia del territorio | Giovanni Perego, One Team
11.30 | Mario Reduzzi, ANBI Lombardia – Associazione regionale consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue
11.45 | Intervista ad Angelo Ciribini – Intelligenza artificiale e attualità 12.00 | Tavola Rotonda «Normativa e nuove tecnologie emergenti» moderata da: Riccardo Perego, One Team e Aldo Norsa, Guamari Francesco Gioia, MM Cinzia Gatto, Italferr
Come ti ho annunciato qui, la bozza della nuova norma dedicata al BIM per le infrastrutture, è stata pubblicata sul sito UNI per l’Inchiesta Pubblica Finale in gennaio.
Un passaggio importante e partecipativo, perchè permette a tutti gli operatori di prendere visione della bozza e di commentarla, prima del rilascio definitivo.
Mi fa piacere ricordare con One Teamha partecipato alla sua elaborazione fin dall’inizio.
Penso che la nuova norma UNI 11337 parte 12 sia davvero importante: merita di essere approfondita.
Per questo, inizio con questo di oggi una serie di articoli dedicati ai suoi temi più interessanti, anche per favorire il processo di partecipazione ed i commenti che puoi lasciare qui fino al 16 marzo.
Il primo articolo non poteva che essere dedicato al capitolo 10, dedicato alla Integrazione dei dati GIS nel processo di gestione informativa.
Prima, una premessa importante: l’ultimo Codice dei Contratti del 2023 (che molti continuano a chiamare Codice Appalti) ha introdotto questo tema nel suo allegato I.7.
Che cita l’utilizzo di sistemi GIS nella redazione del quadro esigenziale e del documento di fattibilità delle alternative progettuali, noto come DOCFAP, nonché nel progetto di fattibilità tecnico-economica, noto come PFTE.
Il DOCFAP può essere supportato dall’adozione dei metodi e strumenti di gestione informativa digitale […] eventualmente integrati con i sistemi informativi geografici (Geographical Information System – GIS). […] può essere integrato dallo sviluppo di modelli informativi e GIS su scala urbana o territoriale comprensivi dei piani di cantiere e da modelli informativi che riflettano lo stato dei luoghi o delle opere immobiliari o infrastrutturali esistenti
Il PFTE […] è supportato dall’adozione dei metodi e strumenti di gestione informativa digitale, eventualmente integrati con i sistemi informativi geografici (Geographical Information System – GIS.).
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Bene, veniamo ora al capitolo 10 della nuova norma 11337-12: Integrazione dei dati GIS nel processo di gestione informativa
Il capitolo comincia con due considerazioni importanti: I sistemi GIS e i modelli informativi sono strettamente correlati nell’ambito delle infrastrutture, la visualizzazione tridimensionale è uno dei punti di forza dell’integrazione GIS-BIM.
in seguito, nel paragrafo Scambio informativo, vi è un importante riferimento ad un’altra parte della norma UNI 11337, che pochi conoscono: l’Appendice F della parte 4, “Note sui sistemi territoriali GIS“.
Vale la pena andare a riguardare questo Appendice F della parte 4, perchè contiene informazioni importanti sui DB Geotopografici ed i sistemi di riferimento GIS.
Più avanti, la nuova norma BIM per le infrastrutture elenca esempi di collaborazione tra BIM e GIS che non si limitano, come nel Codice dei Contratti, alle fasi iniziali del progetto (DOCFAP e PFTE), ma si estendono alla valutazione di sostenibilità dell’opera, alla fase di costruzione ed alla fase di gestione citando i Geo Digital Twin, i Gemelli Digitali per la gestione dell’opera realizzata.
Inoltre, viene ribadita l’importanza dell’interoperabilità, dei formati aperti GIS, riconosciuti da OGC (Open Geospatial Consortium) e dei Metadati: a questo proposito, viene fatto riferimento al Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali (RNDT per gli amici), preziosa fonte di informazioni sui dati GIS disponibili in Italia.
Per quanto riguarda i formati di scambio, viene riportato un elenco di quelli più comunemente utilizzati in ambito GIS ed in gran parte riconosciuti, o definiti da OGC.
A partire dal noto Shapefile (si fa notare che non risulta ancora chiaro se possa essere considerato aperto), e poi KML, (Google Earth) GeoJSON, Geopackage, che diverse Regioni italiane stanno adottando per i loro DB Geotopografici, IFC, il formato aperto nato in ambiente BIM, che dalla nuova versione 4.3 è georeferenziato, CityGML, ed infine LandInfra, noto in precedenza come LandXML, che finalmente trova riconoscimento ufficiale dopo tanti anni di utilizzo proprio in ambito infrastrutturale.
Infrastruttura stradale con ponte rappresentata in ambito GIS (ESRI ArcGIS PRO) grazie al formato IFC 4.3 georeferenziato
Infine il Capitolo 10 si conclude con un paragrafo molto importante sulla Georeferenziazione.
Naturalmente, in conformità con il già citato Appendice F della 11337 parte 4, viene indicato come sistema geodetico ufficiale ETRF2000, proiettato in UTM nel fuso corrispondente (che per l’Italia sono 32N, 33N e 34N per un piccolo pezzo di Puglia).
Ma vengono citati anche gli altri sistemi geodetici di riferimento ancora in uso in Italia, ovvero ED50 (European Datum 1950), a cui si riferiscono gran parte delle Carte Tecniche Regionali (CTR), e ROMA40, il sistema da cui derivano le coordinate piane Gauss Boaga.
Bene, devo dire che nonostante il capitolo 10 della UNI 11337 parte 12 occupi solo un paio di pagine delle trentanove della norma completa, pone solide basi per l’integrazione BIM-GIS nel campo delle infrastrutture.
Si può far meglio?
Tutto è migliorabile, per questo è possibile lasciare commenti qui fino al 16 marzo.
Ci sto pensando, naturalmente per dare un contributo costruttivo al miglioramento della norma…
Ma non è finita.
Altre informazioni importanti, per quanto riguarda il GIS in ambito BIM per le infrastrutture, sono contenute nel Capitolo 12, dedicato a ruoli, responsabilità e processi decisionali.
Dove si affronta l’interazione tra le figure BIM e quelle GIS.
Ma direi che questo sarà l’argomento del mio prossimo articolo…
Questa volta cerchiamo una figura AEC Junior Application Engineer Building.
La persona ricercata dovrà padroneggiare l’utilizzo di tecnologie Autodesk in ambito CAD e BIM nel settore Architecture, Engineering and Costruction (AEC).
Supporterà i clienti nella formazione ed implementazione della metodologia BIM all’interno degli studi di ingegneria e architettura e negli enti e nelle aziende che operano nel settore AEC.
One Team è un’azienda italiana in forte crescita, lavora supporto di progettisti e stazioni appaltanti nell’innovazione BIM per l’ingegneria, l’architettura ed il cantiere, e sta partecipando a progetti di sviluppo e innovazioni europei.
Abbiamo adottato da tempo il lavoro agile, o Smart working, che permette di ridurre notevolmente gli spostamenti pendolari.
One Team è tra i principali partner italiani dei brand internazionali di software BIM e GIS, ha quattro sedi principali in Italia ed una in Spagna con più di cento collaboratori.
Scendi verso il basso nella scheda, per trovare i numerosi link per il download.
In One Team siamo stati i primi a credere nell’integrazione tra BIM e GIS. parlane con noi, con un clic qui o sull’immagine qui sopra
Il download della cartografia catastale è disponibile per l’intera Italia (più di 16 Gb), oppure per Regione. All’interno delle Regioni trovi la cartografia suddivisa per province e comuni.
I numeri delle particelle e dei fogli sono contenuti nell’attributo Label.
Il formato di download è il GML(Geography Markup Language) uno standard di OGC, che può essere facilmente convertito in Shapefile o addirittura in Dwg.
Oggi voglio presentarti un applicativo WebGIS storico italiano, che ha alle spalle più di 12 anni di sviluppo, e che si occupa anche di BIM.
Interessante, direi.
Si tratta di Geomaster, la soluzione Web GIS di One Team, che consente ai nostri utenti di creare e condividere mappe GIS e progetti BIMsul Web in pochi minuti
Grazie alla possibilità di amministrare facilmente contenuti, funzionalità e permessi di accesso.
La sua struttura è modulare e scalabile, basata sui Widget, e permette di gestire facilmente le diverse funzioni, come puoi vedere nell’immagine seguente:
L’amministratore dovrà soltanto configurare le mappe con i propri dati e aggiungere i widget necessari per renderli accessibili dal web.
Questo approccio ottimizza lo sviluppo dei widget e consente di massimizzare l’efficienza e l’interoperabilità, facendo del GIS la piattaforma ottimale di integrazione delle differenti banche dati.
Ma facciamoci raccontare Geomaster da chi lo segue fin dall’inizio: l’ottimo collega Damiano Montrasio, Project Manager e Analista GIS Senior.
Sarai felice di sapere che Geomaster comprende un modulo dedicato al BIM, che offre strumenti per la navigazione, la vista in 3D ed in sezione e l’interrogazione di Building Scene Layer provenienti dalla pubblicazione di modelli BIM da formati Revit o IFC.
Gestisce, quindi, sia modelli BIM di edifici che di infrastrutture.
Modulo BIM: ponte realizzato con InfraWorks, trasferito a Civil 3D e poi esportato in IFC 4.3 per l’utilizzo con Geomaster
I modelli e le loro informazioni associate sono consultabili accendendo e spegnendo le famiglie, evidenziando le entità per piano, navigando attraverso le fasi costruttive, eseguendo misure tridimensionali di distanze e di superfici, tutto in un’unica interfaccia amichevole.
Inoltre, è possibile integrare la propria piattaforma di Ambiente di Condivisione Dati (ACDat) per rendere disponibile, attraverso le mappe, una chiave di ricerca geografica per l’accesso a documenti, tavole, modelli, interrogando e selezionando ogni singolo componente del modello.
Resta possibile, naturalmente, continuare ad utilizzare ArcGIS Enterprise .
Un’altra novità importante della versione 2025è il modulo dedicato al monitoraggio ambientale.
Si tratta di un Portale di back-office per la gestione alfanumerica e cartografica dei punti delle campagne di monitoraggio, costruendo le matrici ambientali coinvolte, la storicizzazione delle analisi, degli analiti e dei parametri indagati, la localizzazione in mappa dei punti.
Geomaster utilizza le migliori tecnologie ESRI, come ArcGIS Online (per gli amici AGOL), ArcGIS Enterprise e la tecnologia API Javascript 4.
Inoltre, utilizza l’accesso profilato per utente ESRI anche su tablet, per permettere l’inserimento dei dati sul campo.
Bene, non ti resta che visitare la pagina ufficiale per contattarci, per farci tutte le tue domande o richiedere una demo.
Sono già disponibili le registrazioni del 6^ evento organizzato l’altro ieri dall’ottimo Salvatore Macrì’ di Autodesk per ilGruppo utenti Italiani per le Infrastrutture, disponibile su Linkedin.
Ecco quindi i link alle registrazioni su YouTube dei due interventi:
Se vuoi vedere l’intero canale YouTube dedicato agli Utenti Italiani di Autodesk per le infrastrutture, che contiene video sulle soluzioni, sui software e sul Country Kit italiano fai clic qui.
Non si tratta ancora della versione definitiva, ma della prima versione pubblica che serve a raccogliere i commenti degli operatori fino al 16 marzo 2025. Dopodiché verrà sottoposta a revisione e trasformata in una norma definitiva.
Il suo titolo è:
UNI 11337 Parte 12: Flussi informativi, ruoli e requisiti per le opere infrastrutturali
La norma, nell’ambito del dominio infrastrutturale, intende contestualizzare i requisiti di progettazione realizzazione gestione e manutenzione nelle diverse fasi del processo digitale, individuando approfondimenti comuni alle diverse tipologie di opere infrastrutturali, nonché aspetti di dettaglio specifici. La norma contiene anche un approfondimento sul tema dell’interoperabilità e dell’integrazione dei dati GIS con la modellazione informativa
La pagina del sito UNI dove appare la nuova norma in inchiesta pubblica finale, con un piccolo errore: nel sottotitolo appare come Parte 9
Se ne sentiva davvero il bisogno.
Ricordo ancora le prime occasioni in cui, parlando di BIM per le infrastrutture, mi sentivo criticare perchè il BIM, secondo alcuni, si applicava solo all’architettura...
Infatti, il BIM è nato storicamente in ambito architettonico, e quindi il mondo delle infrastrutture ha sofferto a lungo (e soffre ancora) di difficoltà nell’adottarlo.
Anche a causa di norme e standard che non sono stati concepiti per progettare e realizzare strade, ferrovie o reti di condotte, e che non assegnano la dovuta importanza al contesto territoriale, quindi all’utilizzo di dati e strumenti GIS.
Faccio un esempio: per molti anni il formato aperto IFC per l’interoperabilità in campo BIM non era in grado di rappresentare correttamente una strada, una ferrovia o una rete di condotte.
Solo recentemente, con il rilascio della versione 4.3, si sono fatti molti passi avanti in questa direzione (ne ho parlato qui) ma quanti Capitolati Informativi chiedono ancora la vecchia versione 2×3?
Le infrastrutture del resto hanno molte differenze rispetto alle opere architettoniche, basti pensare alla loro estensione territoriale e spesso lineare, all’importanza della fase autorizzativa, alla necessità di analisi connesse al territorio, alla grande importanza delle informazioni topografiche e GIS.
Quindi, questa norma è la benvenuta!
Bene, tra poco andrà adarricchire la norma complessiva, la UNI 11337, Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni, che conosciamo bene ed applichiamo tutti i giorni nei nostri processi BIM.
E’ il risultato di un lungo lavoro, condotto daun folto gruppo di esperti coordinato da Italferr, che ha visto la partecipazione, tra gli altri, nel nostro piccolo, di One Team.
Grazie alla UNI 11337-12 ora finalmente abbiamo un quadro completo, coerente e dedicato alle infrastrutture per impostare correttamente la progettazione, i bandi di gara, i flussi informativi, la modellazione, l’Ambiente di Condivisione dei dati, l’integrazione dei dati GIS, le verifiche, i Capitolati Informativi, le Offerte ed i Piani di Gestione informativa, le figure professionali e così via.
Ecco il sommario della nuova norma:
Scopo e Campo di applicazione
Riferimenti normativi
Termini e definizioni
Il dominio infrastrutturale e il ciclo di vita dell’opera
Flussi informativi e processi decisionali nella gestione delle informazioni per le opere infrastrutturali
Modellazione dei Dati per le infrastrutture
Requisiti informativi – Dagli obiettivi e usi ai livelli di fabbisogno informativo
Flussi Informativi, coordinamento e verifica per le infrastrutture
Interoperabilità e Ambiente di Condivisione Dati
Integrazione dei dati GIS nel processo di gestione informativa
Documenti contrattuali e gestione informativa digitale: il Capitolato Informativo, l’Offerta di Gestione Informativa e il Piano di Gestione Informativa
Fondamentale perchè digitalizzazione e sostenibilità sono strettamente collegati tra loro, e la seconda non può fare a meno della prima.
Prova a preparare la relazione CAM (Criteri Ambientali Minimi) di un’infrastruttura su di un progetto cartaceo tradizionale, e poi ne parliamo.
Tieni conto che, per esempio, i CAM sono obbligatori per la progettazione, la costruzione e la manutenzione delle strade dal 12 dicembre dell’anno appena terminato.
Bene, pur avendo perso il convegno, qualcosa la possiamo recuperare seguendole interviste pubblicate da AIS su LinkedIn.
Di nuovo, Luca Ferrari riflette qui su cosa manca ancora per la digitalizzazione delle infrastrutture: dal ridurre, per migliorane la qualità le 36.000 stazioni appaltanti italiane, utilizzando le centrali di committenza, al rendere di nuovo attrattiva la Pubblica Amministrazione per i nativi digitali, ed ancora, potenziare ulteriormente i percorsi formativi, coinvolgendo non solo i tecnici ma anche gli amministrativi, per arrivare al supporto al RUP da parte di operatori privati
Sono lieto di condividere un secondo video BIM per le infrastrutture, pubblicato recentemente nel canale YouTube degli utenti italiani di Autodesk per le infrastrutture, avviato e coordinato dall’ottimo Salvatore Macrì, Technical Sales Specialist presso Autodesk.
Il primo video, dedicato alla modellazione dell’imbocco di una galleria, lo trovi qui.
Questa volta, in pochi minuti, puoi seguire la procedura che Salvatore ti consiglia per calcolare il volume dello scavo per l’imbocco di una galleria, stradale o ferroviaria, modellata in questo primo video.
Grazie alla Plancia di comando dei volumi puoi creare Superfici volumetriche per il calcolo dello sterro e del riporto.
Superfici dinamicamente collegate alle scarpate, che quindi puoi aggiornare facilmente in caso di modifiche al progetto.
Nel Canale YouTube degli utenti italiani di Autodesk per le infrastrutture troverai molti altri video, dedicati a semplici Tpis&Tricks come quello che ti ho appena presentato, alla progettazione parametrica di infrastrutture, al fondamentale Country Kit italiano di Civil 3D, ed alle esperienze della comunità, presentate negli incontri periodici online.
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