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l titolo di questo articolo ti può sembrare sbagliato.
Ma come è possibile, le infrastrutture lineari BIM non si progettano con Revit…
E’ capitato anche a me di doverlo sottolineare, soprattutto anni fa, quando Revit era sinonimo di BIM, quindi alcuni utenti alle prime armi pensavano che potesse progettare di tutto, anche strade, ferrovie, ponti, tunnel.
Perchè non conoscevano Civil 3D ed InfraWorks, le applicazioni BIM dedicate, che gestiscono i modelli del BIM orizzontale e, nel caso di Civil 3D, gestiscono anche la normativa per strade e ferrovie.
Eppure esistono dei casi in cui è opportuno gestire le infrastrutture anche con Revit, soprattutto nel caso di ponti e tunnel, ed il trasferimento dei modelli da Civil 3D ed InfraWorks può non bastare.
Bene, allora, cosa ne dici di portare in Revit infrastrutture lineari, con l’aggiunta di elementi non lineari come impianti, strutture, illuminazione e segnaletica, a partire da un semplice foglio di calcolo, magari creato proprio dai modelli di Civil 3D ed InfraWorks?
Ti presento alloraInfrastructure Kit for Revit, uno degli applicativi sviluppati da One Team, che ti permette di ottenere questo importante risultato.
Per una descrizione completa lascio la parola al collega Manuele Cassano, che in questo video ti spiega come funziona.
Lunedì 23 giugno, alle ore 11.00 avrai l’occasione di scoprire come le tecnologie Autodesk per la progettazione come Civil 3D ed InfraWorks siano direttamente collegate ad ArcGIS Online di Esri e come la piattaforma GeoBIM di Esri consenta di gestire in un unico ambiente, cartografia, modelli BIM e dati connessi nell’Ambiente di Condivisione dei Dati.
Ne approfitto per segnalarti che è già disponibile la registrazione dell’incontro del 6 maggio, dedicato alla modellazione di ponti e strade,che ti avevo annunciato qui,
Te ne ho già parlato a partire da gennaio, quando venne rilasciata per due mesi sul sito UNI, per l’Inchiesta Pubblica Finale, ovvero per raccogliere commenti ed osservazioni dagli operatori del settore.
Ecco i miei i miei articoli, che hanno affrontato alcuni aspetti di questa norma importante, per il momento nella versione provvisoria pubblicata in gennaio:
In 2 milioni di euro la soglia che entrerà in vigore dal 1^ gennaio 2025 per l’utilizzo obbligatorio del BIM (metodi e strumenti di gestione informativa digitale) nella progettazione e realizzazione di di lavori di nuova costruzione e per gli interventi su costruzioni esistenti.
Che la stessa soglia viene modificata a 5,538 milioni di euro (corrispondente alla soglia di rilevanza comunitaria), per la progettazione e realizzazione di interventi che riguardano i beni culturali.
Queste soglie andranno calcolate sulla base della stima parametrica del valore del progetto. Se vuoi saperne di più sulla stima parametrica leggi qui.
Il valore stimato andrà indicato nel DocFAP (Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali) e successivamente nel DIP (Documento di Indirizzo della Progettazione).
Bene, ma cosa succede se un progetto è stato avviato prima del 31 dicembre 2024?
Bisogna rifarlo in BIM?
Non è detto.
Ci sono infatti delle eccezioni: finora, il criterio utile per ottenere la deroga all’obbligo del BIM era considerata la data di approvazione del DocFAP, il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali.
Ovvero, si pensava che se il DocFAP è stato approvato prima del 31 dicembre 2024, allora è possibile procedere senza considerare l’obbligo del BIM sopra i 2 milioni di euro. Purché naturalmente l’importo sia inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria, pari a 5,538 milioni di euro, scattata l’1 gennaio 2023.
Come sembrava essere previsto dal Comma 2 Art.225-bis: (Transitorio) del Codice dei Contratti Pubblici (Decreto Legislativo 31 marzo 2023 n. 36), come modificato dal Correttivo di cui sopra.
Invece non è così.
Per fare chiarezza, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (MIT per gli amici) ha espresso due pareri giuridici, il n. 3416 del 13 maggio 2025 ed il n. 3353 del 3 aprile 2025, dove ha stabilito che il criterio determinante è la data di programmazione dell’intervento.
Ovvero, se anche un intervento vede sia il DocFAP che la copertura finanziaria approvati prima del 31 dicembre 2024, ma l’intervento non è stato ancora inserito nella programmazione, allora il bando di gara BIM è obbligatorio.
Come vedi, si tratta di un’interpretazione più restrittiva, che sono sicuro spingerà molte Stazioni Appaltanti a correre ai ripari.
Naturalmente, per emettere il bando di gara BIM non occorre rifare l’intero progetto.
Basta predisporre i documenti che gestiscono la parte di gestione informativa digitale, in particolare il Capitolato Informativo.
E poi, naturalmente:
Predisporre un Atto organizzativo che stabilisce gli standard e le linee guida nella gestione delle informazioni digitali
Formare e nominare il Gestore dei processi digitali (BIM Manager), il Gestore dell’Ambiente di Condivisione dei Dati (CDE Manager) ed il Coordinatore dei flussi informativi (BIM Coordinator).
Attrezzarsi per ottenere pareri competenti per la valutazione delle Offerte di Gestione Informativa e del successivo Piano di Gestione Informativa e la loro verifica di corrispondenza con il Capitolato Informativo.
Predisporre l’Ambiente di Condivisione dei Dati (ACDat).
Noi, naturalmente, siamo qui per questo, e disponiamo di un metodo consolidato per gli enti e le aziende che desiderano adottare il BIM.
Frutto dei contributi raccolti dal Gruppo di lavoro BIM e GIS di AssoBIM, che ho il piacere e l’onore di coordinare.
Ringrazio caldamente tutti i partecipanti che hanno fornito il loro contributo.
L’informazione GIS può fornire un contributo importante al processo BIM.
L’ebook contiene Quarantadue pagine ricche di informazioni utilissime per per accompagnare gli operatori BIM alla scoperta del patrimonio informativo GIS.
Vengono spiegate le tipologie dei dati GIS, la loro crescente disponibilità nei Geoportali italiani, grazie alle licenze Open, quali sono le tecnologie GIS e quali applicazioni BIM sono in grado di utilizzare dati GIS, e soprattutto in che modo GIS e BIM possono divenire interoperabili.
In allegato, un utilissimo catalogo delle banche dati GIS Open disponibili in Italia, con tutti i link per accedere a questa miniera di dati.
L’ingegner Riccardo Perego, (mio omonimo ma non parente, CEO di One Team), in questo articolo riflette sulla crescente complessità dei bandi di gara pubblici, a partire da quelli resi possibili dal famoso Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – PNRR, che stanno facendo scuola anche per i bandi di gara successivi.
Il Piano è espressione del più generale piano di ripresa europea NextGenerationEU, a sua volta concepito in risposta alla pandemia del 2020, che si basa su sei pilastri:
Transizione verde: promuovere la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici e molto altro, come definito nel regolamento UE del 2020
Trasformazione digitale: digitalizzare i servizi pubblici e l’economia.
Coesione sociale e territoriale: rafforzare le infrastrutture ed i servizi sociali.
Politiche per la nuova generazione: promuovere l’istruzione e rendere più accessibile la formazione in materia di competenze pertinenti all’economia futura.
Crescita intelligente e sostenibile: sostenere la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione.
Salute e resilienza: garantire servizi sanitari moderni, efficienti e sostenibili
I sei obiettivi ambientali della transizione verde, come definiti dal Regolamento UE 2020/852
Il nostro PNRR, quindi, sostiene la trasformazione digitale dell’amministrazione pubblica, l’economia circolare, l’uso di fonti energetiche rinnovabili, la mobilità sostenibile ed il miglioramento delle infrastrutture, l’efficientamento energetico degli edifici.
Per raggiungere questi obiettivi, i bandi di gara pubblici divengono sempre più complessi, e adottano criteri premiali che favoriscono l’utilizzo di strumenti innovativi.
Strumenti innovativi che vedono in prima fila la metodologia BIM, quindi l’utilizzo di Ambienti di Condivisione dei Dati ed il monitoraggio costante della progettazione e del cantiere da parte della Stazione Appaltante, ma anche l’integrazione della tecnologia GIS, l’applicazione di Criteri Ambientali Minimi (CAM), nonché applicazioni di realtà aumentata, sensoristica per la gestione del cantiere e dei Gemelli Digitali.
Uso di realtà virtuale in cantiere
inoltre, vengono richieste sempre più spesso figure professionali dedicate, come BIM Manager, BIM Coordinator, CDE Manager e BIM Specialist, piuttosto che specialisti in materia di cybersecurity, sostenibilità ambientale, e risparmio energetico.
Ed a proposito di sostenibilità ambientale e digitalizzazione, è importante citare l’Associazione Infrastrutture Sostenibili (che vede la collaborazione di One Team), Associazione che recentemente ha pubblicato diversi Position Papers tra i quali il numero 8 tratta proprio il tema della digitalizzazione e della sostenibilità, dove la prima rappresenta il presupposto inderogabile per misurare la seconda.
L’approccio digitale applicato all’intero ciclo di vita dell’opera è in grado di facilitare processi che rendano questa sempre più sostenibile attraverso strumenti come la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, gli approcci circolari, la sicurezza e la tutela delle comunità e degli ecosistemi.
Bene, One Teamsi è sempre mossa in anticipo sul fronte dell’innovazione digitale. Per questo, è in grado di offrire una gamma completa di servizi e di prodotti che permettono di rispondere al meglio possibile alla complessità dei bandi di gara più recenti.
Uno dei prodotti più innovativi è sicuramente Geomaster, la soluzione Web GIS che consente ai nostri utenti di creare e condividere mappe GIS e progetti BIMsul Web in pochi minuti, grazie alla possibilità di amministrare facilmente contenuti, funzionalità e permessi di accesso.
La sua struttura è modulare e scalabile, basata sui Widget, permette di gestire facilmente le diverse funzioni. In questo modo consente di massimizzare l’efficienza e l’interoperabilità, facendo del GIS la piattaforma ottimale di integrazione delle differenti banche dati.
Un’altra applicazione di grande interesse è sicuramente Infrastructure Kit for Revit, pensato per facilitare l’aggiunta di elementi strutturali quali travi e traverse per i ponti, binari e traversine, impiantistica di galleria, segnaletica, chiodature, micropali, e così via.
Infrastructure Kit for Revit rende più facile la creazione di questi elementi perchè introduce la logica della progettazione lineare in Revit grazie alla semplice compilazione di un foglio Excel. Notevole, quindi, la riduzione dei tempi di progettazione.
Per quanto riguarda gli Ambienti di Condivisione dei Dati, è importante citare ACC Reflect, la soluzione sviluppata per per permettere il backup dei file da Autodesk Construction Cloud (già noto come BIM 360) per archiviare in locale una copia dei progetti.
Infine, gli importanti processi di validazione formale dei modelli BIM (model checking) in relazione al modello dati dell’azienda trovano la loro automazione nell’applicativo BIP – BIM Inspect Platform.
Anzi, è molto esperta nell’offrire consulenza e formazione in campo BIM.
Nel corso degli anni ha sviluppato un metodo molto efficace per l’implementazione del BIM nelle aziende e negli enti pubblici. Questo metodo si struttura in cinque fasi:
Analisi: struttura organizzativa e flussi informati attuali, analisi dei rischi ed individuazione del livello di maturità BIM
Formazione sul metodo BIM e sui software applicativi necessari, sia da remoto che in apposite aule corsi. One Team è anche ente ICMQ per la certificazione delle figure professionali BIM.
Assistenza al progetto: individuazione di un progetto pilota, project coaching e BIM Modeling.
Standardizzazione: supporto alla definizione dell’Atto organizzativo per gli enti pubblici, delle Linee Guida BIM e di Capitolati Informativi ed Offerte di Gestione Informativa
Ottimizzazione: impostazione e collaudo dell’Ambiente di Condivisione dei Dati
One Team offre numerose competenze avanzate in campo BIM e nel campo dei bandi di gara, con la sua struttura formata da più di 100 persone, per il 60% con ruolo tecnico, numerose sedi in tutta Italia e soprattutto l’esperienza raccolta supportando migliaia di clienti.
Faccio parte di One Team da quasi tre anni, e sono davvero a mio agio in questo ambiente innovativo.
Il Country Kit Italiano, per gli amici CK Ita, è pressoché indispensabile per la progettazione BIM di infrastrutture in Italia con Civil 3D.
Sono soddisfatto della sua precoce pubblicazione, perchè permette agli utenti italiani di Civil 3D di approfittare delle novità della versione 2026 che ti ho spiegato qui.
Il contrappasso è che il CK italiano per Civil 3D 2026 è del tutto uguale a quello del 2025: quindi per saperne di più puoi leggere il mio articolo qui.
Novità per la versione 2026 ce ne saranno, sicuro, ma verranno rilasciate più avanti: naturalmente, ti avviserò appena saranno disponibili.
Ringrazio caldamente tutti i partecipanti che hanno fornito il loro contributo.
Quarantadue pagine ricche di informazioni utilissime per per accompagnare gli operatori BIM alla scoperta del patrimonio informativo GIS.
Vengono spiegate le tipologie dei dati GIS, la loro crescente disponibilità nei Geoportali italiani, grazie alle licenze Open, quali sono le tecnologie GIS e quali applicazioni BIM sono in grado di utilizzare dati GIS, e soprattutto in che modo GIS e BIM possono divenire interoperabili.
In allegato, un utilissimo catalogo delle banche dati GIS Open disponibili in Italia, con tutti i link per accedere a questa miniera di dati.
Infatti:
Le tecnologie BIM e GIS negli ultimi anni stanno trovando sempre maggiori motivi di convergenza e di collaborazione, e sempre di più rappresentano la premessa indispensabile per le analisi relative alla sostenibilità di edifici ed infrastrutture. Del resto, condividono al centro del loro acronimo la “I” di Informazione, ed entrambe fanno parte del processo di digitalizzazione che in questo secolo sta trasformando il nostro modo di rappresentare, progettare e gestire la realtà che ci circonda. Siamo convinti che gli operatori BIM possano trovare numerosi vantaggi nell’approcciare la tecnologia GIS ed integrarla nel loro flusso di lavoro.
(dal primo capitolo dell’ebook, intitolato “Perchè BIM e GIS“)
Bene, per presentare l’ebook e renderlo disponibile ai partecipanti abbiamo organizzato un Webinar online per martedì 27 maggio alle ore 17.00:
Naturalmente, durante il Webinar, gratuito ma ad iscrizione obbligatoria, presenteremo i contenuti dell’ebook, ed i partecipanti lo potranno ottenere in anteprima.
Ringrazio caldamente gli organizzatori per avermi invitato a questo seminario dedicato proprio ad un tema che ho approfondito molto in questi anni: l’interoperabilità tra BIM e GIS.
Il seminario, organizzato dall’Università di Palermo e dal polo universitario di Agrigento, si terrà dal vivo il 16 maggio ad Agrigento, capitale della cultura italiana per il 2025, presso l’Aula Magna di Villa Genuardi Via Ugo La Malfa.
L’integrazione dei dati GIS nel BIM. Ricostruzione del contesto per l’architettura e l’urbanistica
Spiegherò i motivi che permettono al mondo GIS di rappresentare una grande opportunità per l’architettura e l’urbanistica. Grazie alle numerose banche dati GIS italiane che vengono via via rilasciate da Regioni ed enti pubblici, è divenuto possibile ricostruire il contesto digitale e realistico per il progetto BIM. I Il dato GIS, quindi, diviene di estrema utilità nelle prime fasi del flusso di lavoro BIM, come del resto è previsto nel Codice degli appalti per le fasi di studio di fattibilità e di Progetto di Fattibilità Tecnico Economica.
Questo il programma completo del seminario:
15.00 – 15.30 Registrazione dei partecipanti
15.30 – 16.00 Introduzione e saluti istituzionali
Moderatore Francesco di Paola, Dipartimento di Architettura:
16.00 – 17.00 PANORAMICA NORMATIVA E STANDARD DI RIFERIMENTO
Davide Di Franco, CDE Manager presso MM Spa: Implementazione BIM nelle PA e integrazione dati nell’ACDat
Angelo Vitello, Architetto libero professionista: Fondamenti di GIS per la Governance Territoriale: Approcci, Strumenti e Applicazioni
17.00 – 17.30 — PAUSA
17.30 – 18.30 — DIGITAL TWIN E INTEROPERABILITÀ TRA BIM E GIS
Giovanni Perego, BIM Manager presso One Team: L’integrazione dei dati GIS nel BIM. Ricostruzione del contesto per l’architettura e l’urbanistica
Andrea Ferrara, Presidente, BIM Manager presso Musa Progetti: HBIM in OpenBIM
18.30 – 19.00 — DIBATTITO E CONCLUSIONE LAVORI
Agli studenti appartenenti ai corsi di laurea verranno riconosciuti CFU. E’ stato richiesto il riconoscimento dei CFP.
Nessun problema, perchè sono già disponibili le registrazioni dell’evento, che si è tenuto il 25 marzo a Milano.
Puoi rivedere il mio intervento, dedicato a BIM e GIS per le risorse idriche e la salvaguardia del territorio, ma non solo: ecco il riepilogo degli interventi che puoi guardare:
Benvenuto e inizio lavori, Andrea Perego, Innovation Consulting & Marketing Director One Team
Attualità: normativa e sostenibilità (PA e Imprese di costruzione), Riccardo Perego, CEO One Team
L’importanza del data management per la filiera delle costruzioni, Andrea Vanossi, VDC & BIM manager CMB Building Innovation
Renco BIM Experience, Iskandar Cabrera, BIM Leader RENCO
Gestione immobili: digitalizzazione e piattaforma cloud customizzata, Sara Ferrari e Erica Bergamini, Direzione Centrale Servizi Corporate and Facility Management HERA FM
Recuperare le informazioni relative agli asset con un codice a barre o un codice QR tramite Asset (Autodesk Build), Luca Masiello, BIM Manager I.T.I.Impresa Generale
Dalla modellazione 3D alla gestione digitale del cantiere, Pietro Andrianopoli, Head of Project Management Gualini
BIM e GIS per la sostenibilità delle risorse idriche e la salvaguardia del territorio, Giovanni Perego, BIM Manager -Technical BIM Process Analyst One Team
I Consorzi di bonifica e la progettazione BIM, innovazione digitale a servizio del territorio, Tatiana Pellitteri, Funzionario ANBI Lombardia Associazione regionale consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue
Intelligenza Artificiale e Gestione Informativa Digitale, Intervista ad Angelo Ciribini
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