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Città digitale, l’esempio di via Cornigliano a Genova: guarda il video ed il Webinar registrato

Oggi voglio scriverti di una bellissima esperienza di città digitale commissionata dal comune di Genova, realizzata da Autodesk con il supporto di Leica Geosystems e Graphnet dell’ottimo Alessandro Novara.

Si tratta della riqualificazione di via Cornigliano a Genova, che collega la città da Est ad Ovest e quindi, dopo il crollo del ponte Morandi, ha dovuto sopportare una notevole mole di traffico per due anni.

Dopo l’inaugurazione del nuovo ponte San Giorgio, quest’estate, il comune ha deciso per la sua riqualificazione, preceduta da un attento rilievo del sottosuolo e del soprasuolo, utilizzando le tecnologie più moderne, come laser scanner e georadar.

Per ricostruire lo stato di fatto digitale sono stati utilizzati, naturalmente, i software Autodesk: Recap Pro per la restituzione della nuvola di punti, InfraWorks per la ricostruzione del modello del territorio, Revit per gli edifici e Civil 3D per i sottoservizi, permettendo così di applicare tecniche di Realtà Virtuale e Realtà Aumentata. Il video qui sotto ti offre una bella panoramica di quanto è stato realizzato…

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BIM ed IoT per costruire il gemello digitale dell’opera costruita: ti presento Autodesk Tandem

Strada intelligente nel progetto Autodesk Dasher, antesignano di Tandem

Durante Autodesk University, in novembre, è stato fatto un annuncio importante: è in arrivo Autodesk Tandem: una nuova applicazione che unisce la tecnologia BIM con quella IoT per costruire il modello digitale (o Digital Twin) delle opere costruite, edifici ed infrastrutture.

Puoi leggere l’annuncio ufficiale qui.

Il modello digitale permetterà una gestione estremamente avanzata delle opere realizzate, grazie all’integrazione delle informazioni provenienti dai sensori IoT.

Mi vengono subito in mente il monitoraggio di ponti e tunnel, piuttosto che la sorveglianza stradale o ferroviaria. Ma anche la corretta gestione della temperatura negli edifici, le manutenzioni, la sicurezza…

Visto che l’annuncio ufficiale è piuttosto sintetico, ho voluto approfondire, per capire quali tecnologie verranno utilizzate per la futura applicazione…

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Una chiacchierata in libertà su: GIS, BIM, Infrastrutture ed il mondo Autodesk

Qualche giorno fa, sono stato intervistato dall’ottimo Paolo Corradeghini, ingegnere, topografo e blogger (www.3dmetrica.it), sui temi GIS, BIM, infrastrutture ed il mondo Autodesk.

Ne è uscita una bella chiacchierata, durata un’oretta, durante la quale ho presentato chi sono, ed ho cercato di dare una panoramica del mondo in cui lavoro, parlando di CAD, di BIM orizzontale e BIM verticale, di Reality Capture, quindi di Scan2BIM, e poi di Dynamo, di progettazione parametrica e Generative Design, di CDE o AcDAT e condivisione in dei modelli BIM in Cloud.

Puoi guardarci su YouTube qui sotto:

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Formato IFC per le infrastrutture: quale futuro?

Ho letto con molto interesse l’articolo del 7 gennaio di Marek Suchocki di Autodesk, che sul Blog Infrastructure Reimagined ha fatto il punto della situazione sul formato IFC, in particolare per il mondo delle infrastrutture.

Marek è un osservatore privilegiato, fu fondatore del capitolo di Gran Bretagna ed Irlanda di International Alliance for Interoperability, poi divenuta buildingSMART, l’organizzazione no profit che sviluppa lo standard IFC, a cui aderiscono i principali sviluppatori di software di authoring BIM.

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Si abbassa di nuovo la soglia per il BIM obbligatorio negli appalti pubblici

Siamo all’inizio di un nuovo anno, che speriamo tutti sarà migliore, molto migliore di quello appena passato!

E come ogni anno a partire dal 2019, la soglia per l’applicazione obbligatoria del BIM negli appalti pubblici si abbassa, e non di poco: da 50 a 15 milioni di Euro.

Il Decreto Ministeriale 560 del 2017, infatti, ha stabilito che il BIM, o meglio “l’utilizzo di metodi e strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutturediventa obbligatorio nei bandi di gara pubblici, in base ad una soglia che va diminuendo di anno in anno, fino ad arrivare a zero con l’inizio del 2025.

Come puoi vedere nell’immagine all’inizio dell’articolo, quest’anno siamo già alla terza soglia, quella di 15 milioni di Euro per i lavori complessi.

Soglie che, tra l’altro, hanno portato quelli come noi che si occupano di infrastrutture in prima linea: qui puoi leggere la mia riflessione al riguardo.

Ma già dall’anno prossimo l’obbligo del BIM riguarda tutte le opere, e non più i soli lavori complessi, e fa riferimento alle soglie di rilevanza comunitaria, definite dall’articolo 35 del Codice dei contratti pubblici. Per gli appalti pubblici di lavori, quindi, la soglia sarà pari a 5.225.000 Euro.

Questo significa il coinvolgimento dei piccoli e medi studi di progettazione. Quelli che statisticamente sono più indietro, nell’adozione del BIM, tanto che molti di loro usano ancora i soli strumenti CAD.

Allora, visto che l’adozione del BIM richiede tempo, penso che sia arrivato davvero il momento per un grande salto di qualità.

Puoi approfittare di questo Webinar, organizzato appositamente da Autodesk per approfondire il passaggio dal CAD al BIM.

Buona adozione del BIM!
Giovanni Perego

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Il BIM per la pubblica amministrazione: un’ottima lettura per gestire il cambiamento

Il processo di digitalizzazione degli appalti pubblici secondo la metodologia BIM ha bisogno che la pubblica amministrazione affronti nuove sfide e si doti delle tecnologie necessarie.

Si tratta di un processo molto importante e delicato, reso ancora più necessario dalla pandemia in corso, e dalle rilevanti risorse in arrivo l’anno prossimo per gli investimenti, soprattutto in infrastrutture, nell’ambito del piano per la ripresa dell’Europa, o Recovery Plan.

Del resto il Decreto Ministeriale n.560 dell’1-12-2017, noto come Decreto Baratono, o Decreto BIM, parla chiaro: le stazioni appaltanti, per poter continuare a svolgere le loro funzioni, devono introdurre “i metodi e gli strumenti elettronici di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture”, ovvero il BIM, predisponendo:

  • Un piano di formazione del personale
  • Un piano di acquisizione degli strumenti hardware e software
  • Un atto organizzativo che espliciti il processo di controllo e gestione

Per questo mi sento di consigliarti questo libro, come manuale operativo per guidare la trasformazione in ambito pubblico.

Del resto ho il piacere di conoscere gli autori. Con Edoardo ho avuto occasione di collaborare in molte occasioni negli scorsi anni, proprio in ambito di formazione BIM per le infrastrutture, mentre Pietro l’ho conosciuto più recentemente, purtroppo solo in modo virtuale, visti i tempi, ed ho notato la sua grande esperienza nell’innovazione in ambito pubblico.

Ecco quindi la presentazione ufficiale del libro:

Unendo le conoscenze specifiche sulla metodologia BIM da un lato e la competenza in ambito lavori pubblici dall’altro gli autori hanno scritto un manuale pensato per il tecnico della pubblica amministrazione che si avvicina per la prima volta alla metodologia BIM.
Il testo contiene riferimenti alle norme, analisi del processo ed esempi pratici volti a facilitare l’eventuale implementazione della metodologia in ambito pubblica amministrazione.
Per la sua schematicità e semplicità si presta a diventare un manuale di riferimento ogni volta che sia necessario reperire velocemente delle informazioni e indicazioni sull’argomento.

Nel primo capitolo, scritto da Pietro Farinati, sono raccolte e commentate le norme che la pubblica amministrazione deve conoscere per poter gestire i nuovi bandi in questo momento di transizione verso il BIM (Building Information Modeling).
Nel secondo capitolo si presentano gli strumenti del mestiere, le soluzioni software dedicate, ma anche gli standard e i formati proprietari e liberi con i quali vengono gestiti progetti, cantieri e manutenzione.
Il terzo capitolo è totalmente orientato all’implementazione della metodologia all’interno degli uffici preposti della pubblica amministrazione.
Illustra un metodo, motivandone le scelte ed offre al lettore una serie di suggerimenti e template, già collaudati, pronti per l’uso.

Il volume si conclude con l’analisi di un caso reale, il primo bando in assoluto, nel suo genere, presentato in Italia da un ente pubblico.
Si tratta del bando pubblicato dall’Università della Basilicata, relativo all’applicazione della metodologia BIM per la rendicontazione e gestione di asset, edifici e impianti.

Il manuale nasce dall’incontro di due professionisti impegnati nello stesso settore, architettura, ingegneria e costruzioni, ma in ambiti totalmente differenti. Entrambi innovatori ed appassionati di tecnologia, utilizzano la metodologia BIM quotidianamente nei rispettivi ambiti lavorativi.
Edoardo Accettulli
Ha maturato la propria esperienza nelle principali software house del settore, (Intergraph, Bentley, Autodesk).

Pietro Farinati
Da oltre 20 anni, in qualità di tecnico della pubblica amministrazione, segue la progettazione, realizzazione e manutenzione di opere pubbliche (130 opere pubbliche realizzate).

Il libro “Il BIM per la pubblica amministrazione” è disponibile qui.

Bene, ti auguro buona lettura!
Giovanni

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Scarica il tutorial italiano con i dati Open per costruire la tua Città Digitale 3D

L’abitato di Montalcino (SI) ricostruito con Autodesk InfraWorks

Si avvicina il Natale, e quindi ho pensato ad un regalo per tutti i frequentatori di questo Blog.

Soprattutto per tutti coloro che amano le nuove tecnologie, e le vogliono apprendere per migliorare nella progettazione BIM: in questo caso per ricostruire il contesto tridimensionale e realistico al cui interno è possibile ambientare progetti architettonici, e progettare infrastrutture con molta più consapevolezza.

Quindi, ho reso disponibile il Tutorial in italiano per ricostruire una Città Digitale 3D con Autodesk InfraWorks, un software che da una parte è consolidato, ma resta davvero innovativo, che ti permette di utilizzare i dati CAD, GIS e BIM.

Seguendo il Tutorial, potrai ricostruire il modello tridimensionale del comune di Montalcino, in provincia di Siena.

Prosegui, per scaricare il Tutorial…

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Passa alla progettazione parametrica per le infrastrutture grazie a Dynamo per Civil 3D: iscriviti al Webinar

Ti invito caldamente ad iscriverti al Webinar che terrò martedì 1 dicembre, dalle ore 11.00. per conto degli amici di Orienta+Trium.

Se te lo sei perso, scrivi ad Orienta+Trium per guardare la registrazione.

Infatti, Dynamo per Civil 3D rappresenta, secondo me, un vero e proprio cambio di paradigma: permette ai progettisti civili di ottenere risultati inaspettati e parametrici, di migliorare l’interoperabilità tra BIM orizzontale (Civil 3D) e BIM verticale (Revit), nonché di automatizzare le operazioni ripetitive.

Durante il Webinar ti mostrerò cosa puoi ottenere con Dynamo per Civil 3D, ma non solo: vedrai anche quali sono gli strumenti disponibili per imparare ad usarlo, infine ti mostrerò una procedura passo per passo per creare il tuo primo script.

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Ti aspetto l’1 dicembre per la Webcast sulla progettazione BIM a distanza

PS: se hai perso la Webcast, puoi guardare la registrazione qui.

In molte regioni italiane, ahimè, siamo tornati a chiuderci in casa.

Ci stiamo accorgendo, purtroppo, che quella che in marzo ed aprile poteva sembrare una situazione eccezionale, è destinata a durare ancora. E soprattutto, che una volta terminata l’emergenza, niente sarà più come prima.

Anche in positivo, per fortuna, perchè la pandemia ha dato una spinta fortissima all’innovazione. Chi avrebbe mai pensato che l’amministrazione pubblica e la scuola potessero sperimentare, in così breve tempo, pur con mille difetti, le tecniche di lavoro ed insegnamento a distanza?

Bene, anche nel campo della progettazione BIM molti si sono accorti che quella che sembrava una tecnologia avveniristica è già tra di noi, ed offre notevoli vantaggi, sia nel permettere la collaborazione a distanza, sia nel migliorare tutto il flusso di lavoro.

Mi riferisco, naturalmente, alla condivisione dei modelli BIM in Cloud ed alla progettazione collaborativa, che oggi puoi ottenere grazie ad Autodesk BIM 360.

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Come collaborare in Cloud con Autodesk Civil 3D: guarda il video tutorial

Soprattutto di questi tempi, la collaborazione a distanza è molto importante, e tutti quanti abbiamo imparato ad utilizzare internet e le sue applicazioni per comunicare, organizzare riunioni e scambiarci dati.

Bene, anche per la progettazione di infrastrutture con Autodesk Civil 3D abbiamo a disposizione delle applicazioni dedicate, che ci permettono di andare oltre la rete locale e quindi condividere i dati di progetto e collaborare a distanza.

L’applicazione si chiama Autodesk BIM 360, e naturalmente te ne ho già scritto in questo Blog: dei suoi moduli, ci interessano in particolare BIM 360 Docs e BIM 360 Design.

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